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Traffico di cocaina al Tufello, smantellata banda di "mezza recchia" gambizzato 2 anni fa

Traffico di cocaina al Tufello, smantellata banda di "mezza recchia" gambizzato 2 anni fa

Spaccio di cocaina sotto i palazzi del Tufello. Consegne a "domicilio" con ordini che arrivavano sul "preziosissimo" telefono di "mezza recchia" il 48enne gambizzato a febbraio del 2023 e poi indagato come capo di un traffico di droga nel quartiere. Si è conclusa con l’esecuzione di 5 ordinanze cautelari l’ennesima costola dell’indagine avviata dalla Polizia dopo la gambizzazione.

Traffico di cocaina al Tufello, smantellata banda di "mezza recchia" gambizzato 2 anni fa

Gli investigatori del III Distretto Fidene, coordinati dalla Procura, avevano presto collegato il fatto di sangue alla pista della droga. Forse una resa di conti tra gruppi di pusher, forse qualcuno che cercava di minare il predominio del 48enne. Sta di fatto che la vittima si era ben guardata di dare informazioni sugli aggressori salvo poi, in vena di vendetta, fornire involontariamente indizi sui presunti esecutori dell'agguato che sono finiti in manette.

La droga in casa di un insospettabile pensionato

Lo spaccio avveniva in un raggio d’azione di pochi metri, con spostamenti limitati e sempre a piedi. A capo del giro, il 48enne che riceveva su un cellulare – definito “preziosissimo” proprio per la lista dei contatti registrati – la richiesta di droga, per poi dettare i tempi ed i luoghi delle consegne.

A custodire la droga a pochi passi con il sistema de “la retta” era un pensionato apparentemente insospettabile che invece avrebbe nascosto droga, soldi e armi per conto della banda. I “rider” dello spaccio, invece, erano scelti nell’alveo di uno stretto giro di collaboratori. Nei tre mesi successivi all'agguato gli investigatori hanno documentato più di 30 cessioni di droga.

Il blitz nell’abitazione della “retta”

La svolta nella ricostruzione degli investigatori è avvenuta nel giugno del 2023, quando è scattato il blitz della polizia con il conseguente sequestro di droga, denaro e due pistole trovate nell’abitazione della “retta”. In quell’occasione, erano stati arrestati anche i due presunti esecutori dell’agguato e la stessa vittima della sparatoria, sorpresa dagli agenti con una pistola calibro 40 Smith & Wesson rubata anni prima.

Gli ulteriori riscontri acquisiti dagli investigatori hanno poi consentito di risalire all’intera piazza di spaccio, con l’identificazione e l’individuazione dei singoli ruoli rivestiti dalle persone coinvolte. Nei confronti di cinque di queste, su richiesta della Procura della Repubblica, il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso un’ordinanza cautelare, eseguita questa mattina dagli agenti del III Distretto Fidene.

Gli arresti

La vittima dell’agguato è ora in carcere, insieme ad un complice 44enne: entrambi sono ritenuti gravemente indiziati sia per il traffico di stupefacenti che per il furto dell’arma. L’ordinanza del Gip colpisce anche altri tre uomini, a cui è contestato soltanto il reato di detenzione ai fini di spaccio, che dovranno presentarsi negli uffici di polizia tutti i giorni. Per due di loro è scattato anche l’obbligo di dimora nel comune di Roma ed il divieto di uscire dalle proprie abitazioni durante la notte.