"A Roma, finalmente, il numero di occupati ha superato i livelli pre pandemia. Nel 2024, infatti, le persone occupate sono salite ad 1.245.864, il 2% in più rispetto al 2019, determinando un calo della disoccupazione al 4,8% ben al di sotto della media regionale e nazionale superiori al 6%”. Il commento è di Natale Di Cola, il segretario generale della CGIL di Roma e del Lazio.
L'ufficio di Statistica di Roma Capitale ha pubblicato, nella tematica Formazione e Lavoro, i dati statistici "Struttura e dinamiche del mercato del lavoro nell'area romana - anno 2024". L’occupazione, quindi, è tornata ai livelli pre pandemici, ma ci sono troppi contratti di un giorno. Non è l’unico pensiero che ammorba chi attendeva questi dati perché c’è un altro aspetto che “non va”: l’aumento dei Neet, ossia i Not in Education, Employment or Training, che tradotto letteralmente diventa "Non in istruzione, in lavoro o in formazione".
Gualtieri e Di Cola parlano di lavoro
A commentare i dati, sono stati il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e Natale Di Cola, il segretario generale della CGIL di Roma e del Lazio.
"Rappresentano un’ulteriore ventata di fiducia sul futuro della città. Grazie alla spinta degli investimenti, al lavoro straordinario di cura e rigenerazione urbana, all’andamento del turismo Roma si è rimessa in moto, è diventata più attrattiva e dinamica, ed è oggi una risorsa per tutto il Paese" commenta il sindaco Roberto Gualtieri. "Nel 2024 la nostra città raggiunge il suo miglior risultato occupazionale degli ultimi dieci anni, con 1,25 milioni di occupati e un tasso di occupazione record al 68,7%, in crescita di due punti sull’anno precedente e superiore di oltre sei punti rispetto alla media nazionale (62,2%). - sottolinea ancora il Sindaco - Il tasso di disoccupazione scende al 4,8%, quasi dimezzato rispetto al 2018, mentre cala del 21% la quota di persone disponibili ma non attive, segno di una città che torna a credere nelle proprie opportunità. Particolarmente positiva la crescita dell’occupazione femminile (+2,2%) e l’aumento dei lavoratori stranieri (+4,9%), a conferma di un mercato del lavoro più dinamico e inclusivo".
Ci sono delle differenze in questi dati e soprattutto delle preoccupazioni che provengono proprio dagli stessi: “A trainare la nuova occupazione sono principalmente le donne e i migranti, se la dinamica romana mostra una maggiore resilienza e capacità di ripresa rispetto alle altre aree del Lazio restano presenti forti criticità sul carattere qualitativo della nuova occupazione, prima fra tutte l’aumento dei NEET, i giovani espulsi sia da percorsi formativi che lavorativi, tra i 15 e i 29 anni, che passano da 41,3 a 54,3 mila, con un balzo pari al +31,4%” commenta Di Cola.
E poi si è parlato anche di iper-precarietà. “A Roma sia nel 2021, 2022, che 2023 quasi la metà dei contratti di lavoro è durata effettivamente un solo giorno di lavoro. Una stortura del mercato del lavoro tutta romana, superiore di quasi 40 punti percentuali alla media nazionale”.
Ed una speranza rimane. “Seppur in presenza di un contesto normativo nazionale ostile nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, siamo convinti che il Comune di Roma possa agire per favorire un’occupazione stabile, sicura, tutelata e dignitosa a partire dalle condizioni di lavoro negli appalti dell’amministrazione comunale e delle società partecipate del Comune. Per questo è fondamentale proseguire gli impresi presi con l’intesa sul Giubileo del lavoro per arrivare alla firma e all’attuazione del Patto per il Lavoro e lo Sviluppo Sostenibile di Roma Capitale".