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Torre di Chia, l'ultima residenza di Pasolini al centro di una guerra legale e mediatica - VIDEO

Torre di Chia, l'ultima residenza di Pasolini al centro di una guerra legale e mediatica - VIDEO

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Torre di Chia, l'ultima residenza di Pasolini al centro di una guerra legale e mediatica

Ospite in collegamento: Romolo Nicolai, presidente della cooperativa Promo Chia

Quella che fu l'ultima residenza di Pier Paolo Pasolini, la Torre di Chia nel territorio di Soriano nel Cimino, torna al centro di un'aspra battaglia legale ed economica, oltre che mediatica. Due i fronti che si contendono: da una parte l’attuale proprietario privato, l’attore Gabriele Gallinari, e dall'altra il dominio collettivo dell'università Agraria.

Una recente sentenza del Commissario per la liquidazione degli usi civici di Lazio, Umbria e Toscana ha dichiarato la natura collettiva dei terreni e dei fabbricati interessati, annullando l’atto di compravendita del 25 febbraio 2021 e disponendo la reintegrazione in favore dell’Università Agraria di Chia, con esecuzione affidata alla Regione Lazio. C'è però l’appello proposto dal Gallinari alla Corte d’Appello di Roma che resta al momento pendente.

Il nodo legale

Il ricorso dell’Università Agraria di Chia è stato depositato il 17 maggio 2022. La sentenza ha accertato che gli immobili identificati al foglio 70, particelle 21, 22, 119, 122 e 123 "costituiscono proprietà collettiva". Di conseguenza è stata dichiarata la nullità della compravendita del 2021 e ordinata la reintegra, il cui procedimento è stato avviato dalla Regione Lazio il 16 giugno 2026. La Corte d’Appello, il 14 maggio 2026, ha respinto la richiesta di sospensione degli effetti della decisione ritenendo, secondo quanto riferito dall’ANSA, il reclamo "non manifestamente fondato" e fissando il merito al 4 luglio 2028. In sintesi, ad oggi la sentenza è efficace e non sospesa e l’appello rimane in corso.

La storia della Torre che incantò Pasolini

In tanti parlano di questo complesso, Colle Casale con la Torre di Chia, come il grande sogno - e forse l’ultimo - dello scrittore Pier Paolo Pasolini che, dopo aver girato alcune scene del Vangelo secondo Matteo in quella terra, se ne innamorò perdutamente e riuscì a comprare terreno e ruderi dopo anni, nel 1970. Dopo la sua morte rimase nella disponibilità degli aventi causa fino alla vendita del 2021.

Il quadro normativo sui domini collettivi e sugli usi civici è delineato dalla legge n. 1766/1927, dal R.D. n. 332/1928 e dalla legge 20 novembre 2017 n. 168, con principi ribaditi dalla Corte costituzionale (sentenza n. 71/2020) sulla "inderogabile valenza pubblicistica del bene collettivo". Non si tratta di un trasferimento allo Stato: la reintegrazione mira a ricondurre i beni al patrimonio collettivo della comunità di Chia, amministrato dall’Università Agraria.

Le posizioni sul territorio

"Chi di fronte a un pronunciamento chiaro e inequivocabile della magistratura continua ad alimentare sterili polemiche non produce altro che danni al nostro amato territorio - afferma Romolo Nicolai, presidente della cooperativa Promo Chia -. Fin da quando siamo nati come cooperativa ci siamo impegnati a fare rete con istituzioni e associazioni della zona con l'intento di valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico di Chia e dintorni. L'obiettivo è quello di contrastare lo spopolamento delle aree interne e la desertificazione demografica che spingono da una parte i giovani ad abbandonare il paese e dall’altra tanti imprenditori a chiudere le loro attività".

Sostegno anche dal mondo cooperativo: "Il sostegno allo sviluppo delle aree interne è uno dei pilastri essenziali della cooperazione – dichiara Bruna Rossetti, presidente di Confcooperative Lazio Nord –. Realtà come Promo Chia dimostrano quanto il modello cooperativo sia in grado di creare spazi di incontro, partecipazione e crescita, valorizzando il patrimonio umano, naturale e culturale attorno ad essi. sono un esempio virtuoso di collaborazione, cura e capacità di immaginare e costruire un futuro condiviso. Ecco perché saremo a loro fianco finché giustizia non sarà fatta".