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Tor Vergata, in ricordo di Giulia Cecchettin premiate le migliori tesi su tematiche di genere

Tor Vergata, in ricordo di Giulia Cecchettin premiate le migliori tesi su tematiche di genere

tesi.free.pixabay

Si è svolta oggi, nell’Aula TL della Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata, la cerimonia di assegnazione dei Premi di Laurea dedicati alle tematiche di genere “Giulia Cecchettin”. L’iniziativa, alla sua seconda edizione, prende il nome dalla giovane Giulia Cecchettin, laureanda in Ingegneria Biomedica presso l’Università di Padova, tragicamente scomparsa nel novembre 2023 a causa di un femminicidio.

Tor Vergata, larga partecipazione all’iniziativa

Quest’anno, il premio ha visto un’adesione straordinaria da parte degli studenti dell’ateneo, con un totale di 37 tesi presentate, provenienti dalle sei facoltà dell’Università. Tra queste, la giuria ha selezionato e premiato 20 lavori, suddivisi in 12 tesi triennali e 8 magistrali, che si sono distinti per la qualità della ricerca e l’approfondimento sui temi della parità di genere, della violenza contro le donne e dell’inclusione sociale.

Un momento di grande commozione

La cerimonia è stata arricchita da un collegamento speciale con Gino Cecchettin, padre di Giulia, che ha voluto condividere un messaggio intenso e significativo. Le sue parole hanno toccato profondamente i presenti, sottolineando l’importanza di iniziative che stimolino una riflessione collettiva sulla lotta contro la violenza di genere.

Ha detto Gino Cecchettin: “Innanzitutto volevo ringraziare l'Università di Roma Tor Vergata e in particolar modo la professoressa Martini per questo invito. È un momento molto emozionante perché ogni volta che viene ricordata Giulia potrete ben capire qual è il mio sentimento e tutto quello che sto facendo è un po' un modo per farla rivivere. Giulia che incarnava, forse, non lo dico da papà ma lo dicevano anche i suoi professori, l'impegno, la consapevolezza, tutti quei valori. Io la definivo la figlia perfetta anche quando era con me, anche se non glielo dicevo direttamente, lo dicevo ai miei amici e ai conoscenti perché aveva fatto dell'altruismo un suo modo di vivere. Racconto sempre di un episodio avvenuto al liceo quando una professoressa le ha chiesto di fare da supporto ad una ragazza del primo anno che aveva difficoltà, soffriva di anoressia ma aveva problemi in famiglia e non riusciva ad inserirsi nella", ha detto.