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Tevere, presentato il gemello digitale: cosa succede adesso

Tevere, presentato il gemello digitale: cosa succede adesso

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Roma mette a disposizione della gestione del Tevere uno strumento tecnologico inedito. L’Università La Sapienza, con il centro di ricerca interdipartimentale Citera, e l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale (Aubac) hanno presentato il gemello digitale del fiume, illustrato durante un convegno alla facoltà di Architettura. Il modello nasce per rafforzare le azioni di salvaguardia e valorizzazione delineate nel piano strategico operativo dedicato al corso d’acqua capitolino.

Un modello ad alta precisione per il fiume di Roma

Il progetto ha restituito una replica virtuale del Tevere con un dettaglio finora inedito, grazie a rilievi sistematici che hanno interessato il fondale, le sponde, i muraglioni e le opere idrauliche. L’impiego della tecnologia LiDAR ha consentito di mappare il corridoio fluviale metro per metro e di produrre modelli digitali e video che rendono il fiume leggibile a tecnici e amministratori, migliorando monitoraggio, prevenzione e pianificazione.

“Governare un fiume come il Tevere a Roma significa governare un sistema complesso, fatto di flussi idrici, infrastrutture, paesaggi, rischi e comunità” ha ricordato Marco Casini, segretario generale dell’Aubac. In questa chiave “la trasformazione digitale non è un fine, ma uno strumento che ci consente di leggere questa complessità con strumenti nuovi e più precisi. Il Digital Twin del Tevere, su cui Aubac sta lavorando insieme alla Sapienza - ha sottolineato Casini - è un investimento di conoscenza al servizio della tutela del territorio e della prevenzione del rischio. Con la nuova fase di lavoro che abbiamo presentato mettiamo a sistema i risultati raggiunti e apriamo una stagione ulteriore: rilievi più estesi, modelli più accurati, una rappresentazione del fiume sempre più aderente alla sua realtà fisica e alle sue dinamiche”.

La casa del fiume a via Gomenizza

In parallelo procede la valorizzazione del grande asse verde e blu della Capitale. L’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi ha anticipato una mostra fotografica sulla storia del Tevere, curata da Giuseppe Di Piazza per l’Associazione Museo del Tevere, che sarà ospitata nel casale di via Gomenizza, alle pendici della riserva di Monte Mario, a pochi passi dallo Stadio Olimpico. Lo spazio, sviluppato attraverso patti di collaborazione tra istituzioni e cittadinanza, è stato descritto come “uno strumento concreto” per “per prendersi cura del nostro patrimonio ambientale”. All’interno sono previste aree espositive dedicate all’ecosistema fluviale, all’ambiente e alla sua tutela, in linea con i percorsi avviati con il Masterplan del Tevere e il Piano strategico operativo. “La riscoperta e la valorizzazione del Tevere – ha ribadito Alfonsi - è stato in questi quattro anni uno dei temi sui quali si è concentrata l’attenzione di questa amministrazione”.