Tensione tra medici e Regione Lazio, sospesa la circolare sulle prescrizioni
Ospite in collegamento: Claudia Felici, Responsabile Regionale area convenzionata SMI LazioSono stati giorni di forte tensione quelli appena trascorsi tra il comparto dei medici di medicina generale e la Regione Lazio. Al centro della controversia la circolare del 26 marzo scorso, con la quale la Pisana chiedeva controlli più stringenti sulle prescrizioni mediche ritenute "inappropriate". E così, dopo la proclamazione dello stato di agitazione da parte dei camici bianchi, il tutto si è concluso con la sospensione della circolare incriminata.
La decisione della Regione
La circolare prevedeva per le Asl l’impegno delle commissioni competenti nell’analisi, mese per mese, del profilo prescrittivo di dieci medici, con raccolta di contro-deduzioni sui casi anomali e una rendicontazione di esiti, risposte accolte o respinte ed eventuali recuperi economici. Un’impostazione di “strict control” che, pur presentata come atto tecnico, è stata vissuta dagli operatori come misura punitiva.
Le contestazioni dei medici
I professionisti hanno contestato un approccio giudicato riduzionista, incentrato sul solo merito economico, che non considera la complessità clinica di pazienti spesso anziani, pluripatologici e fragili: "Curiamo persone, non facciamo i ragionieri - hanno detto -. Non abbiamo davanti algoritmi, né codici fiscali, né spese o bilanci. Abbiamo davanti persone con problematiche e patologie".
I numeri della spesa nel Lazio
E così il presidente della Giunta, Francesco Rocca, ha congelato il provvedimento, ribadendo però l’obiettivo di ridurre sprechi e prescrizioni inappropriate. Nel Lazio la spesa farmaceutica pro capite è pari a 398 euro l’anno, superiore a Emilia-Romagna e Piemonte, ma inferiore a diverse regioni del Sud. Intanto, il nuovo modello territoriale delle Case di comunità resta in fase di sviluppo, con sei strutture pienamente operative.
Resta, però, aperta la questione centrale: come intervenire sulle prescrizioni non appropriate senza trasformare la verifica in un processo permanente per i medici di famiglia. La sospensione della circolare punta a riaprire il confronto, cercando un equilibrio tra sostenibilità della spesa e tutela della appropriatezza clinica.