Roma scrive una nuova pagina della telechirurgia robotica. Oggi, per la prima volta al mondo, al Regina Elena un chirurgo opererà a distanza un paziente in sala operatoria al Pla hospital di Pechino, rimuovendo un trombo neoplastico della vena cava inferiore associato a carcinoma renale. L’operazione sarà condotta dal chirurgo Qingbo Huang attraverso una console robotica installata all’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, che fornisce tecnologia e logistica per l’intervento in tempo reale tra i due continenti.
Un’operazione intercontinentale senza precedenti
La procedura, tra le più complesse dell’urologia robotica, avviene nel contesto della XXII edizione del «Challenges in laparoscopy, robotics & Ai» (Cirl), appuntamento internazionale promosso da Vito Pansadoro. Il collegamento ad altissima affidabilità consentirà la gestione del caso clinico con standard di sicurezza e precisione paragonabili a quelli in presenza, grazie a una latenza di trasmissione ridotta a meno di 5-10 millisecondi.
Il congresso internazionale a Roma
L’Ire torna al centro della scena con una tre giorni di chirurgia live e robotica avanzata che richiama specialisti da tutto il mondo. «L’Istituto Regina Elena ospita nuovamente il superbowl della chirurgia live in urologia — ha spiegato Giuseppe Simone, direttore dell‘Urologia dell’Ire e co-promotore del congresso —. I migliori chirurghi di tutto il mondo gestiranno i casi più complessi davanti a oltre 1.000 delegati provenienti da più di 60 paesi. Saranno attive 7 piattaforme robotiche simultaneamente per eseguire 40 interventi».
Innovazione e tempi di risposta
Il traguardo di oggi è descritto dagli organizzatori come un passaggio chiave nell’evoluzione della chirurgia a distanza. «Si tratta della prima esecuzione al mondo. Un risultato che nasce da oltre vent’anni di ricerca, innovazione e collaborazione scientifica internazionale», ha sottolineato Pansadoro. Lo stesso promotore ricorda il salto tecnologico nel trasferimento dei comandi: «due anni fa, in occasione della prima telechirurgia robotica tra Roma e Pechino, il sistema operava con un ritardo di circa 130 millisecondi: un valore già compatibile con un’esecuzione sicura dell’intervento. Oggi — ha spiegato —, grazie ai test condotti nelle ultime settimane, la latenza è stata ridotta a meno di 5-10 millisecondi. Questa evoluzione avvicina sempre di più la possibilità di una trasmissione praticamente istantanea del gesto chirurgico e apre scenari completamente nuovi per la medicina del futuro». Nel programma del Cirl 2026 ampio spazio è dedicato alle applicazioni dell’intelligenza artificiale in sala operatoria: strumenti che affiancano il chirurgo nella pianificazione e nella precisione delle procedure, senza sostituirne il ruolo clinico e decisionale.