Una giovane tartaruga caretta caretta è stata salvata al largo della spiaggia di Maccarese dopo essere stata trovata con un amo da palamito conficcato nella bocca. L’animale, in evidente difficoltà mentre galleggiava in superficie, è stato recuperato grazie alla segnalazione alla Guardia Costiera e all’intervento della rete regionale TartaLazio, quindi trasferito d’urgenza al Centro di Primo Soccorso per tartarughe marine di Zoomarine per essere sottoposto a un intervento chirurgico.
Il recupero al largo di Maccarese
Quando è stata avvistata, la tartaruga aveva l’amo agganciato alla cavità orale, collegato a un filo terminante con una tanica galleggiante, probabilmente usata come segnalatore di una lenza. Il rettile non riusciva più a immergersi correttamente, restando in superficie. Dopo il recupero è scattato il trasporto al centro di cura specializzato, dove i veterinari hanno rimosso chirurgicamente l’amo e avviato le terapie.
L’intervento dei veterinari di Zoomarine
«L'amo era rimasto agganciato alla commessura labiale ed è stato possibile rimuoverlo abbastanza rapidamente», ha spiegato Camillo Sandri, medico veterinario e direttore zoologico di Zoomarine, ringraziando anche i veterinari Daniele La Monaca e Saverio Meini che hanno eseguito l'intervento. «In questi casi il rischio è quello di infezioni e di un prolungato digiuno causato dall'impossibilità di muoversi liberamente per giorni. Quando è arrivata da noi, la tartaruga presentava anche una notevole quantità di aria nell'intestino, una condizione che le impediva di immergersi e mantenere un corretto assetto nel galleggiamento».
Condizioni in miglioramento e possibile rilascio
L’esemplare, di circa 4-5 anni e del peso poco superiore a due chilogrammi al momento del ricovero, sta già mostrando segnali incoraggianti. «In due giorni ha ricominciato a mangiare e in quattro giorni ha già recuperato circa 80 grammi», ha riferito Sandri. L’animale viene nutrito con piccole quantità di interiora di pesce ad alta digeribilità per favorire un recupero graduale. Se il decorso proseguirà senza complicazioni, la tartaruga potrà tornare in mare nelle prossime settimane, con un rilascio che avverrà nelle acque del Lazio.