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Tar Lazio: oneri ad Ater ridotti, il credito del Comune resta

Tar Lazio: oneri ad Ater ridotti, il credito del Comune resta

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A Roma, la Sezione Seconda bis del Tar Lazio ha messo un punto, seppur provvisorio, a una vicenda iniziata oltre dieci anni fa. Con sentenza del 26 maggio, depositata il 22 giugno e firmata dal giudice Giuseppe Licheri, il tribunale amministrativo ha accolto solo in parte il ricorso di Ater contro la richiesta di Roma Capitale per oneri di urbanizzazione non versati, riducendo sensibilmente l’importo ma confermando l’esistenza del debito dell’ente capitolino.

La decisione del Tar Lazio

Al centro del contenzioso c’è la richiesta di 1.074.385,92 euro, formulata nel luglio 2016 dall’amministrazione allora appena insediata, in seguito alla determinazione dirigenziale QI/491. Secondo Roma Capitale, gli oneri dovuti da Ater andavano non solo saldati, ma anche rivalutati monetariamente. Il Tar ha riconosciuto il credito del Comune, ma ha ridimensionato la pretesa economica, accogliendo solo in parte le ragioni dell’ente capitolino e andando così incontro all’azienda regionale.

Le origini: Acilia, piano di zona 10V

La vicenda affonda le radici negli anni Ottanta. Nel 1983 Ater ottenne dal Comune la cessione del diritto di superficie per realizzare alloggi nel piano di zona 10V Acilia. Un anno prima, una delibera del Consiglio comunale aveva fissato il corrispettivo per le opere di urbanizzazione in 3,27 euro al metro cubo. Tra il 1983 e il 1984 furono quantificati in oltre 106mila i metri cubi effettivi e nel 1984 venne rilasciata la concessione edilizia; nel 1987 gli edifici risultavano ultimati e gli alloggi assegnati. Non fu però mai stipulata una convenzione urbanistica tra le parti.

Prescrizione e convenzione mancante

Proprio l’assenza della convenzione è centrale nel ragionamento dei giudici. Il Tar ha stabilito che, senza un atto convenzionale, il termine decennale di prescrizione del credito non può decorrere sulla base del solo rilascio dei titoli o della conclusione dei lavori, che “non sono sufficienti a far scattare la prescrizione degli oneri accessori”. È questo il passaggio per cui, sul piano giuridico, il Campidoglio può “esultare”.

I precedenti tra Ater e Comune

La sentenza si inserisce in un fronte di contenziosi finanziari tra le due istituzioni. Tra il 2024 e il 2025 Ater ha ottenuto una doppia vittoria, sempre al Tar, contro gli accertamenti Imu e Tasi avviati da Roma Capitale nel 2022 per il periodo 2016-2018, per un ammontare di oltre 150 milioni di euro poi non dovuti. Ora, sul capitolo degli oneri di urbanizzazione legati ad Acilia, l’importo preteso è stato fortemente ridotto, pur restando il riconoscimento del credito municipale.