A Roma il Tar del Lazio ha accolto il ricorso della Lega antivivisezione contro il rinnovo delle autorizzazioni all’azienda farmaceutica Aptuit, sospendendo l’impiego dei cani Beagle per l’«uso della telemetria nel cane Beagle al fine di valutare la salute cardiovascolare». Nel provvedimento i giudici amministrativi hanno evidenziato che «Il dolore, la sofferenza, il distress e più in generale i danni alla salute degli animali impiegati nella sperimentazione, in quanto ontologicamente irreparabili, risultano prevalere sulla continuità di un'attività di ricerca che si protrae da anni».
Il provvedimento del tribunale amministrativo
Il collegio ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio per chiarire i profili scientifici e metodologici alla base delle richieste di autorizzazione. Richiamando gli articoli della Costituzione e il Trattato dell’Unione europea che tutelano gli animali come «esseri senzienti», il tribunale ha ritenuto che il ricorso «non appare sfornito di fumus, anche alla luce del procedimento penale in corso sulle gravi illegittimità commesse all'interno dello stabulario sulle modalità di detenzione dei cani, nonché in relazione alla qualificazione del dolore, alla classificazione delle procedure ed alla pratica del riutilizzo». Secondo i giudici, nel bilanciamento degli interessi, la domanda cautelare doveva trovare accoglimento.
La perizia richiesta e le scadenze
Alla consulenza è stato affidato il compito di verificare «se effettivamente sia stato adeguatamente individuato l'utilizzo dei cani per le attività di sperimentazione come totalmente indefettibile ai fini della sperimentazione degli effetti delle sostanze oggetto d'esame. E se si sia tenuto conto dell'evoluzione e dei progressi delle conoscenze tecniche e scientifiche (se ve ne sono stati) intervenuti durante il quinquennio trascorso, in modo da sostenere la motivazione circa la perdurante indispensabilità del ricorso ai cani per i processi di sperimentazione». La relazione tecnica dovrà essere depositata entro due mesi, mentre a settembre è fissata l’udienza di merito sul ricorso.
La replica di Aptuit
In serata è arrivata la posizione dell’azienda, che ha laboratori a Verona. «La decisione del Tar del Lazio rischia di compromettere i progetti di ricerca in atto per trovare nuove cure per migliaia di persone affette da gravi patologie, tra cui malattie neurodegenerative, oncologiche e diverse malattie rare». L’amministratrice delegata Maria Pilla ha aggiunto: «siamo davanti a una decisione che rischia di pregiudicare cure fondamentali per moltissime persone. Aptuit ribadisce il proprio impegno nella ricerca scientifica per scoprire e sviluppare, nel pieno rispetto delle leggi e delle normative etiche, nuove terapie per malattie rare e incurabili, ricorrendo alla sperimentazione animale, peraltro prevista come obbligo di legge, solo quando non esistono efficaci e valide alternative». La società ha inoltre fatto sapere di voler chiarire con la Procura di Verona i profili di presunta irregolarità che, a suo dire, «non hanno trovato alcun riscontro negli innumerevoli controlli delle autorità e degli organi competenti intervenuti in questi anni».