Il progetto "Marino 2" per realizzare una nuova area residenziale da 15mila abitanti al confine tra Roma e i Castelli Romani ha subito un'ulteriore battuta d'arresto. Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha respinto per la settima volta un ricorso volto a ottenere l'approvazione del progetto, questa volta presentato dalla società Tor Pagnotta Immobiliare S.r.l. Unipersonale. L'iniziativa, denominata “Marino 2”, mirava a trasformare un’ampia area agricola in un nuovo insediamento urbano, suscitando forti opposizioni per l’impatto ambientale e la violazione di vincoli paesaggistici. L’ennesimo rigetto conferma il trend delle precedenti decisioni giudiziarie, ribadendo l’importanza della tutela dell’Agro Romano e del contenimento dell’espansione edilizia non pianificata.
Il progetto "Marino 2" ai Castelli Romani
L’iniziativa, proposta ormai da diversi anni, prevedeva la costruzione di un grande insediamento residenziale tra le località di Divino Amore, Falcognana e Mazzamagna, nel comune di Marino. L'idea era quella di creare un nuovo quartiere dotato di infrastrutture, servizi pubblici e aree verdi, destinato ad accogliere 15mila nuovi residenti.
Tuttavia, il progetto avrebbe comportato una significativa trasformazione del paesaggio locale, incidendo su una zona caratterizzata da un elevato valore ambientale e storico.
L’opposizione principale è arrivata dagli enti di tutela ambientale e dalle istituzioni locali, che hanno evidenziato come un’espansione urbanistica di tale portata avrebbe compromesso irrimediabilmente il territorio.
Il Ministero della Cultura aveva già imposto specifici vincoli paesaggistici su circa 1.600 ettari di Agro Romano, includendo proprio l’area interessata dalla proposta immobiliare.
I motivi del rifiuto
Sin dall’inizio, il progetto ha incontrato una forte resistenza, soprattutto per via delle normative di tutela del territorio. La zona oggetto dell’intervento rientra infatti in un’area soggetta a vincoli paesaggistici imposti per la salvaguardia del patrimonio naturale e storico della campagna romana.
Uno dei principali motivi alla base delle decisioni del TAR riguarda il rischio di consumo di suolo incontrollato, un problema sempre più rilevante nelle politiche urbanistiche regionali. L’espansione edilizia non programmata potrebbe non solo alterare il paesaggio, ma anche mettere sotto pressione le infrastrutture locali, come il sistema idrico, fognario e viario, che non risulterebbero adeguati a supportare un incremento demografico così significativo.
Oltre all’aspetto ambientale, le sentenze hanno sottolineato come la creazione di una nuova città si scontrerebbe con le strategie regionali volte a incentivare il recupero e la riqualificazione delle aree urbane già esistenti, piuttosto che promuovere nuove espansioni su terreni agricoli.
La serie di bocciature del TAR
Come riportato da Il Caffè, la vicenda giudiziaria legata al progetto “Marino 2” ha visto una successione di sentenze sfavorevoli ai promotori dell’iniziativa. Il primo stop da parte del TAR del Lazio risale a ottobre 2024, seguito da ulteriori rigetti a dicembre dello stesso anno.
Il 24 dicembre, quattro nuove sentenze hanno ribadito la legittimità dei vincoli paesaggistici imposti dal Ministero della Cultura, confermando l’impossibilità di procedere con il progetto.
Nel gennaio 2025, il Consiglio di Stato ha ribadito la validità delle decisioni precedenti, respingendo un ulteriore ricorso.
Infine, il 7 marzo, il Tribunale ha nuovamente negato l’approvazione del piano urbanistico, respingendo le argomentazioni della società Tor Pagnotta Immobiliare S.r.l. Unipersonale.
Le sentenze hanno rafforzato la posizione degli enti di tutela ambientale e del Ministero, ribadendo che la salvaguardia dell’Agro Romano e la prevenzione della cementificazione indiscriminata restano priorità assolute per la pianificazione territoriale.