Il canile intercomunale a Supino è fermo: oltre 30 sindaci favorevoli ma il progetto resta bloccato
Ospite in collegamento: Roberta Di Pucchio, condirettore di "Frosinone News"Un progetto ampio e atteso, pensato per la provincia di Frosinone, in stallo: siamo a Supino, dove la riconversione dell’ex mattatoio intercomunale in un polo per il benessere animale non s'ha da fare. Parliamo di una struttura capace di accogliere almeno 500 cani, con ospedale veterinario a tariffe calmierate, gattile e cimitero per animali: dopo quattro anni di lavoro, il sostegno della Regione Lazio e della Provincia di Frosinone, e oltre 30 sindaci favorevoli, l’iter si sarebbe fermato a gennaio 2026 senza spiegazioni ufficiali.
Un’idea nata da un’adozione
L’impulso al progetto arriva dall’esperienza del veterinario Maurice Di Poce, che durante l’adozione di un cane in un canile privato della zona avrebbe riscontrato criticità di accessibilità e orari ridotti di apertura: lunedì, giovedì e sabato dalle 8.30 alle 12. Nel corso di sette mesi, recandosi più volte a settimana per la rieducazione dell’animale, avrebbe visto affacciarsi al canile una sola auto interessata all’adozione. Le testimonianze di volontarie attive sul territorio avrebbero confermato difficoltà nelle adozioni e nella gestione dei cani con problemi comportamentali.
Il progetto su Supino
L’edificio individuato è l’ex mattatoio intercomunale di Supino, mai entrato in funzione. La progettazione, affidata allo studio tecnico G.I.A. Srl di Fontana Liri, prevede box e aree per almeno 500 cani, un ospedale veterinario con tariffe calmierate, spazi verdi, area espositiva per manifestazioni cinofile, gattile, cimitero per animali e servizi commerciali dedicati al settore pet. Il recupero punterebbe su efficienza energetica con pannelli fotovoltaici e pompe di calore, bonifiche e materiali sostenibili.
Iter istituzionale e consenso dei Comuni
La proposta è stata sottoposta al presidente della Provincia Luca Di Stefano, che avrebbe invitato i Comuni a manifestare interesse. La soglia minima richiesta era di dieci firme: le adesioni sarebbero state oltre 30. Il progetto è stato illustrato anche al Comune di Supino da Di Poce, dal consigliere di Sora con delega alla Tutela e al Benessere degli Animali Francesco Corona, dai tecnici provinciali e dall’ingegnere Matteo Merolle dello studio G.I.A. Srl. Dalla documentazione esaminata emergerebbero inoltre per i Comuni costi annui tra circa 7 mila e 60 mila euro per il mantenimento dei cani nelle strutture private.
Lo stallo e gli interrogativi
Il processo si sarebbe arrestato dopo i confronti con l’Amministrazione comunale di Supino e con il sindaco Gianfranco Barletta. Da gennaio 2026 non risulterebbero ulteriori passi formali: nessun diniego, ma neppure un via libera. Restano aperti gli interrogativi su eventuali ostacoli tecnici, urbanistici, burocratici o finanziari e sulla gestione futura della struttura. La domanda sul tavolo è una sola: esistono ancora le condizioni per far diventare realtà a Supino un canile intercomunale che affronti il randagismo, favorisca le adozioni e alleggerisca i bilanci dei Comuni della provincia di Frosinone?