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Starlink, che fare? Il sistema che divide l'opinione (VIDEO)

Starlink, che fare? Il sistema che divide l'opinione (VIDEO)

Affidarsi ai privati, delegando attività e servizi che almeno in teoria potrebbero competere alle istituzioni pubbliche, negli ultimi anni ha rappresentato sempre più spesso la risoluzione a problemi e questioni che rappresentavano un ostacolo. E chissà se sarà necessario ricorrere al supporto di uno dei privati più potenti del momento, ossia Elon Musk, per raggiungere sistemi di comunicazione più moderni e affidabili di quanto attualmente accada oggi in un Paese come l’Italia, tra i più penalizzati al digital divide.

Si è molto sentito parlare di una vicende che è esplosa politicamente nelle ultime settimane: si tratta della questione Starlink, società di proprietà appunto di Elon Musk, che in virtù di un accordo in via di definizione con il Governo permetterebbe di utilizzare gli avanzatissimi servizi di telecomunicazione resi possibili anche in situazioni di emergenza con la rete di satelliti di SpaceX, anch'essa di Musk, in ambiti delicati come quelli istituzionali e militari.

Starlink, tra dubbi e l'abbattimento del digital divide in Italia

Tante le critiche e tante le rassicurazioni attorno alla questione, ma a far discutere sono vari aspetti, ad esempio la spesa ipotizzata: 1,5 miliardi di euro per cinque anni di servizio. Ma non solo: anche l'opportunità di delegare in toto ad un operatore unico straniero la gestione di un servizio così delicato.

Informazioni più decise sono state fornite dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, che mercoledì scorso ha spiegato che al momento non ci sia alcun accordo né del Governo né della Difesa con SpaceX.

In realtà, l'azienda del tanto discusso imprenditore americano sarebbe stata individuata anche per un altro dossier, che l'Italia dovrebbe concludere in tempi bravi con i fondi del PNRR. Si tratta dell’abbattimento del digital divide: per limiti infrastrutturali il nostro Paese è a livello europeo tra i più penalizzati per l'incapacità di garantire l'accesso alle nuove tecnologie, dalle telecomunicazioni alla medicina nei centri urbani di provincia o nelle aree collinari e montane. Bisognerebbe scavare e tirare migliaia di chilometri di cavi e fibra ottica mentre, via satellite, le connessioni Internet potrebbero essere garantiti via cielo.