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Spin Time, sette dehors in via Santa Croce in Gerusalemme: scontro su concessioni e canone

Spin Time, sette dehors in via Santa Croce in Gerusalemme: scontro su concessioni e canone

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Roma si prepara a una decisione che pesa sul futuro di Spin Time e sul quartiere dell’Esquilino. Lunedì potrebbe arrivare il doppio via libera ai sette dehors con pedana richiesti dagli attivisti, dopo il sopralluogo della Questura e gli accordi con il Campidoglio, da installare negli stalli blu di via Santa Croce in Gerusalemme, davanti all’ex palazzone Inpdap. La possibile concessione riaccende il confronto su occupazione di suolo pubblico e canone.

Il progetto dei dehors e il contesto

La proposta nasce con un duplice obiettivo: mantenere vive le attività sociali e ricucire il rapporto con il quartiere, rafforzando un presidio sotto l’edificio da cui gli occupanti sono stati evacuati il 29 luglio per un principio d’incendio. La strada è stata progressivamente liberata da tende e coperture dopo il ricollocamento nelle strutture individuate in città. Resta sullo sfondo lo scontro con la proprietà e l’accusa del sindaco di essere «senza cuore» per il «no» a un accordo ponte su una cessione rapida dello stabile.

Le critiche e le domande sulle regole

La discussione si concentra su criteri, soggetto richiedente e costi. Fratelli d’Italia attacca con toni duri. «Dopo aver occupato un palazzo per anni la comunità di Spin Time pretende ora di occupare il suolo pubblico non con uno, non con due, ma con ben sette dehors — dice Paolo Trancassini, deputato e coordinatore regionale di FdI —. Mi auguro che il sindaco non pensi di premiare, ancora una volta, chi ha scelto l’illegalità come metodo: sarebbe uno schiaffo ai romani che pagano Tari, Imu e seguono le regole, ai commercianti che regolarmente versano al Comune il canone per l’Osp».

Il consigliere capitolino Federico Rocca rilancia i nodi tecnici: «quale sarà il soggetto giuridico che presenterà la richiesta di autorizzazione per le pedane, in base a quale regolamento verrà valutata e concessa e quale canone Roma Capitale intenderà applicare, come avviene per qualsiasi altro cittadino, commerciante o associazione. Oppure anche questa volta Gualtieri è pronto a smentire se stesso, calpestando quelle stesse regole che tutti gli altri cittadini sono chiamati a rispettare?».

Il nodo del canone e la scelta del Campidoglio

La questione più sensibile resta il canone: gratuità in ragione della valenza sociale dell’esperienza o applicazione delle tariffe ordinarie Osp, equiparando gli spazi a quelli di attività commerciali. L’eventuale ok di Roma Capitale arriverà solo dopo il nullaosta della polizia, mentre in Comune si valuta come inquadrare giuridicamente le pedane richieste per proseguire i laboratori e gli sportelli.

FONTE: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/26_agosto_24/spin-time-critiche-da-fdi-per-i-dehors-se-gualtieri-da-l-ok-e-schiaffo-agli-onesti-116a3e10-7433-48f0-ac4b-2b6b35d17xlk_amp.shtmL