Portare lo spettacolo dal vivo nelle periferie della Capitale: con questo obiettivo Roma Capitale, su impulso dell’Assessorato alla Cultura, ha pubblicato il bando “Lo spettacolo dal vivo fuori dal centro 2026”, sostenuto con risorse del ministero della Cultura pari a 1.890.854,31 euro. L’iniziativa mira ad ampliare la programmazione gratuita dell’Estate romana nei quartieri lontani dal centro, dai quadranti di Boccea, Fidene e La Rustica e in altri contesti dove mancano cinema e teatri, con contributi fino a 45mila euro per singolo progetto.
Obiettivi, ambiti e sostegni
I progetti dovranno riguardare musica, danza, teatro, circo contemporaneo e arti performative, anche in chiave multidisciplinare e con proposte originali e innovative. Tra le finalità rientrano il dialogo interculturale, la partecipazione attiva delle comunità locali, la collaborazione con le realtà del territorio e la formazione del pubblico, inclusi laboratori e pratiche attoriali rivolti ai giovani. Il sostegno copre fino al 90% della spesa preventivata, entro il limite massimo di 45mila euro a progetto. “Abbiamo pensato a questa programmazione con l’idea ben definita – spiega l’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio – di accrescere ancora di più l’Estate romana, che sarà ancora più diffusa, gratuita e pubblica, per raggiungere tutti: pubblici differenti, in aree lontano dal centro, e per favorire e valorizzare il patrimonio culturale professionale, e non solo, attraverso le arti performative”.
Aree ammesse ed esclusioni
Le attività dovranno svolgersi esclusivamente fuori dai municipi più centrali. Sono escluse le iniziative nei Municipi I e II, mentre sono ammessi gli altri con specifiche eccezioni: nel VII sono esclusi Tuscolano nord e Appio; nell’VIII non sono ammesse le aree di Navigatori, Garbatella e Ostiense; nel IX è escluso l’Eur; nell’XI è escluso Marconi; nel XII non sono ammesse le aree di Villa Pamphili e Gianicolense; nel XIII è escluso Aurelio sud; nel XIV è esclusa Medaglie d’oro; nel XV sono esclusi Foro Italico e Farnesina. Saranno escluse le proposte che indichino anche una sola localizzazione non compresa tra quelle ammesse.
Tempistiche e criteri di valutazione
Le attività potranno svolgersi tra il 1° luglio 2026 e il 31 dicembre 2026. Gli esiti del bando saranno disponibili dalla prima settimana di giugno. Tra i fattori qualificanti figurano l’indice di perifericità e la valorizzazione dei setting di quartiere e borgata, la presenza di under 35 nelle produzioni, l’attenzione alla differenza di genere, all’accessibilità e alla sostenibilità.
Le dichiarazioni
L’obiettivo, sottolinea Smeriglio, è “riportare nelle piazze delle nostre periferie e delle nostre borgate le romane e i romani con un bando per il mondo della spettacolo per sostenere spettacoli teatrali, eventi con continuità nel tempo, formazione e laboratori, favorendo la creatività e le opere originali, puntando soprattutto sugli under 35, il riequilibrio di genere e l’identità del territorio”.
Si intende valorizzare “attività di spettacolo dal vivo volte a promuovere nelle aree fuori dal centro storico della città, progetti di inclusione sociale, riequilibrio territoriale e tutela occupazionale e per valorizzare il patrimonio culturale attraverso le arti performative”. E poi: “Sono contributi a tutela del settore teatrale e degli spettacoli dal vivo – aggiunge Smeriglio - che spesso faticano a stare sul mercato, con l’obiettivo di favorire le produzioni permanenti nelle periferie e nelle borgate, con un’attenzione all’identità dei luoghi e della memoria e con una forte sensibilità per l’interculturalità e i progetti sperimentali”.
La cultura, conclude Smeriglio, "è lavoro, è creatività e bellezza, sempre ricordando che è professionismo, che bisogna tutelare il lavoro degli artisti e delle produzioni degli spettacoli dal vivo. Abbiamo pensato a questa programmazione con l’idea ben definita – conclude Smeriglio – di accrescere ancora di più l’Estate romana, che sarà ancora più diffusa, gratuita e pubblica”.