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Smog nelle città, Frosinone maglia nera nel Lazio (VIDEO)

Smog nelle città, Frosinone maglia nera nel Lazio (VIDEO)

SMOG FROSINONE MAGLIA NERA

Smog nelle città, Frosinone maglia nera: 68 giorni di sforamenti

Ospite in collegamento a Non solo Roma: Dott.Ssa Teresa Petricca, Medici di Famiglia per l’Ambiente

In Italia tira una brutta aria. E non è purtroppo un modo di dire metaforico, ma la fotografia che ci arriva dall'ultimo report di Legambiente, Mal'Aria di città 2025. Dai dati emerge che sarebbero fuorilegge il 71% delle città per il Pm10 e il 45% per l'No2 (biossido di azoto): al primo posto per inquinamento, ancora una volta, si conferma Frosinone che insieme con Milano sono maglie nere con 68 giorni di sforamenti, seguite da Verona con 66 e Vicenza con 64.

«Sforamenti registrati in più centraline nella stessa città - spiega Legambiente - sono il segno di un problema diffuso e strutturale in molte aree urbane». L'associazione ambientalista ricorda che «il 2030 è alle porte, servono scelte coraggiose ora. È fondamentale investire nella mobilità sostenibile, potenziando il trasporto pubblico e rendendo le città più vivibili, con spazi pedonali e ciclabili. Urgente anche intervenire su riscaldamento domestico e agricoltura, riducendo l'impatto degli allevamenti intensivi e integrando le politiche su clima, energia e qualità dell'aria».

La reazione dei cittadini e dei medici

"C'è una totale noncuranza delle istituzioni - tuona Teresa Petricca - come dottoressa e membro dell'associazione Medici di famiglia per l'ambiente, mi occupo di questo tema da anni. È vero che la conformazione di Frosinone non aiuta al ricircolo dell'aria, ma anche vero che si potrebbe fare molto di più. Partiamo dalla viabilità: da troppo ci è stato assicurato che il Comune sarebbe intervenuto per renderla più scorrevole e per diminuire la traffico, niente di tutto ciò è successo".

"Qui c'è il più alto numero di neoplasie e patologie polmonari. I bambini cominciano a soffrire di asma già da piccolissimi e non è accettabile. Quando i pazienti mi chiedono cosa fare non riesco a non dire: andate via, cambiate città. È normale tutto ciò?" ha concluso la Petricca.