Roma brucia, e non solo metaforicamente. La Capitale è nella morsa di un caldo record: ieri, alle 14, sono stati toccati i 40 gradi, mai raggiunti prima nel mese di giugno. E anche il resto della settimana si preannuncia bollente. La giornata di ieri, a Roma, sarà ricordata anche per le decine di incendi che hanno minacciato la città e la provincia.
Nel quadrante nord-ovest della città, lungo la via Aurelia, un vasto rogo ha coinvolto capannoni industriali e un centro estivo per bambini. Le fiamme hanno lambito anche i centri abitati, prontamente evacuati. Solo nella notte tra lunedì e martedì, è stato domato un altro incendio divampato a Ostia.
Siccità e incendi, un mix che mette a rischio il settore agricolo del Lazio. L’allarme è lanciato da Coldiretti, che ha calcolato che in tutta Italia sono già 9 mila gli ettari di terreno devastati dai roghi. Ognuno dei quali costa agli italiani oltre diecimila euro.
“Costi che si aggiungono e aggravano la conta dei danni causati dalla siccità con la mancanza di precipitazioni che sono risultate in media addirittura dimezzate rispetto allo scorso anno”, ha spiegato il presidente di Coldiretti Roma, Niccolò Sacchetti.
A preoccupare è la riduzione delle rese di produzione delle coltivazioni in campo, come il grano che fa segnare quest’anno un calo del 15% della raccolta. In difficoltà anche le coltivazioni di girasole, mais e gli altri cereali. L’emergenza attuale, annuncia Coldiretti, potrebbe essere peggiore di quella del 2003.