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Sgombero dell'ex Bencivenga, le reazioni dopo la scritta anarchica contro il presidente Marchionne

Sgombero dell'ex Bencivenga, le reazioni dopo la scritta anarchica contro il presidente Marchionne

Immagine da archivio

Un clima di forte tensione avvolge il Municipio III di Roma all'indomani dello sgombero dello stabile di via Bencivenga. Sulla facciata esterna del portone d'ingresso della sede municipale di piazza Sempione è apparsa una scritta intimidatoria mirata: “Marchi(onne) male”, accompagnata da una "A" cerchiata, simbolo inequivocabile della galassia anarchica.

Il riferimento diretto contro il minisindaco Paolo Emilio Marchionne è presumibilmente legato alla vicenda dell'ex Bencivenga, l'immobile occupato per la prima volta nel 2001, svuotato, rioccupato e nuovamente sgomberato in maniera pacifica proprio ieri. Il futuro della struttura, tuttavia, non sarà più legato ai movimenti anarchici: il Municipio III ha infatti indetto un'assemblea pubblica per discutere con i residenti le nuove destinazioni d'uso sociali e di quartiere.

Il vile gesto ha sollevato un'immediata e unanime ondata di condanna da parte di tutto il panorama politico e istituzionale romano.

La vicinanza del Sindaco Gualtieri e dei vertici capitolini

Il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha telefonato personalmente al presidente Marchionne per esprimergli la propria solidarietà e quella di tutta l’Amministrazione Capitolina.

A stretto giro è arrivata anche la ferma condanna della presidente dell'Assemblea Capitolina, Svetlana Celli: "Un atto che condanniamo con fermezza, perché mira a colpire un rappresentante delle istituzioni. Nessun gesto di questo tipo può fermare la vita democratica né il confronto civile della nostra città".

Parole di stima profonda sono giunte dagli assessori della giunta capitolina. Maurizio Veloccia (Urbanistica) ha dichiarato: "Conosco Paolo da anni e conosco la sua passione, l’onestà e la totale dedizione al territorio. A chiunque pensi di intimidire o rallentare il suo lavoro va la mia più ferma e dura condanna". Sulla stessa linea l'assessora alla Scuola Claudia Pratelli: "Il confronto anche aspro è sempre ben accetto, purché resti nel perimetro democratico. Difendere questo principio significa tutelare la qualità della nostra società".

Anche la Lista Civica Gualtieri Sindaco si è stretta attorno al minisindaco, sottolineando come "colpire chi rappresenta le istituzioni significa tentare di intimidire l’intera comunità democratica", auspicando una rapida individuazione dei responsabili da parte delle forze dell'ordine.

Il coro di solidarietà delle forze politiche: "Avanti sulla strada della legalità"

Il ripristino della legalità nell'ex Bencivenga è stato l'elemento centrale delle note di supporto giunte dai diversi schieramenti.

Per Azione, il segretario romano Alessio D’Amato ha ribadito: "Sono convinto che queste minacce non fermeranno l’azione amministrativa improntata alla legalità e alla sicurezza". Concetto ripreso dai consiglieri del partito Livia Pandolfi (Municipio III), Flavia De Gregorio e Antonio De Santis (Assemblea Capitolina): “Lo sgombero dell’ex Bencivenga è stato effettuato nel pieno rispetto della legalità. Il rispetto delle regole deve continuare a rappresentare il fondamento dell’azione amministrativa”.

I consiglieri di Italia Viva (Valerio Casini, Francesca Leoncini in Campidoglio, insieme a Marta Marziali e Walter Feliciani nel Municipio) hanno confermato la bontà dell'intervento: "Sul Bencivenga è stato giusto intervenire per liberare nuovamente un immobile pubblico abusivamente occupato. Ora l’obiettivo deve essere restituire quello spazio alla città con una destinazione utile al quartiere".

Infine, anche i consiglieri capitolini di Roma Futura, Giovanni Caudo e Tiziana Biolghini, hanno espresso il totale rifiuto della violenza: "Un gesto inaccettabile di fronte al quale ribadiamo con decisione che la forza delle Istituzioni sta nel confronto e nel dialogo e non nelle intimidazioni".

Nonostante il tentativo di intimidazione, la risposta del territorio non si fa attendere: i progetti per la restituzione dello stabile alla cittadinanza partiranno regolarmente, a dimostrazione che la violenza grafica non fermerà i processi democratici.

Sono stato informato della scritta oltraggiosa comparsa sulla sede del III municipio a piazza Sempione che offende e minaccia il presidente Emilio Marchionne. E ci tengo a fargli giungere la mia solidarietà e il mio sostegno, perché un atto così vile e oltraggioso non può non scuotere il nostro senso di comunità. Si tratta di minacce gratuite perpetrate da chi non conosce linguaggio di democrazia e diritti ma solo di violenza e prevaricazione. I problemi si risolvono con il dialogo aperto e costruttivo, con la coerenza e l’impegno quotidiano, come Emilio ha sempre fatto e so che continuerà a fare”. Così in una nota il capogruppo capitolino di Demos Sandro Petrolati.