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Scuole di Roma e provincia: emergenza caldo, servono 25 milioni per i licei

Scuole di Roma e provincia: emergenza caldo, servono 25 milioni per i licei

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L’emergenza caldo nelle scuole di Roma e del Lazio torna al centro dell’attenzione con l’allarme di Città Metropolitana. Daniele Parrucci, consigliere delegato per l’Edilizia scolastica, quantifica la necessità per i licei in almeno 25 milioni di euro, una cifra che coprirebbe solo una parte del fabbisogno e non risolverebbe tutti i problemi strutturali ed energetici.

Il quadro economico e gli interventi necessari

Parrucci evidenzia la portata dell’intervento richiesto su un patrimonio che conta 357 scuole tra Roma e provincia, distribuite in oltre 500 fabbricati e 8mila aule. Nelle sedi di nuova costruzione, da Selva Candida a Fiumicino, da Ardea a Velletri, da Zagarolo a Guidonia, da Marino a Colleferro, così come nei licei romani Plauto e Amaldi, gli edifici risultano già predisposti all’installazione. L’urgenza resta comunque ampia. «Climatizzare le scuole di Roma e provincia, contro le ondate di calore, non è affatto una cosa semplice. Servirebbero almeno 25 milioni. E comunque rimarrebbero ancora altri nodi da sciogliere».

Gli ostacoli tecnici e i costi ricorrenti

Le priorità includono la messa in sicurezza, per la quale «mancano ancora almeno 80 milioni» e, come sottolinea Parrucci, «non abbiamo mai ricevuto nessuna sovvenzione dal Governo». «Premesso che prima dobbiamo terminare i lavori per la messa in sicurezza, operazione per cui mancano ancora almeno 80 milioni e per i quali non abbiamo mai ricevuto nessuna sovvenzione dal Governo — aggiunge Parrucci — i punti su cui riflettere e quindi le spese da affrontare restano altri: per climatizzare non basta mettere uno split e bisogna tenere in conto poi l’aumento delle spese per l’energia elettrica». Le verifiche riguarderanno anche gli edifici storici del centro, i cui interventi necessitano del via libera della Soprintendenza, oltre all’adeguamento degli impianti elettrici e all’aumento del kilowattaggio. «Non basta montare la macchina è finisce lì. Ci saranno da sostenere costi per le opere murarie e capire se gli edifici storici tutelati del centro di Roma possono avere l’ok da parte della Soprintendenza. Occorrerà adeguare gli impianti elettrici e aumentare il kilowattaggio. Dopo di che — prosegue il consigliere — bisognerà coprire le spese del consumo, che già oggi ammontano a 8 milioni l’anno, e che necessariamente aumenteranno».

Priorità temporanee e appello ai fondi nazionali

Per mitigare i disagi, era stata valutata l’ipotesi di concentrare la climatizzazione inizialmente su aule magne e spazi comuni, ambienti cruciali per gli esami di maturità che si tengono a luglio. «Per esempio le aule magne o le stanze comuni, cioè quei luoghi dove si svolgono gli esami di maturità che si protraggono fino a luglio inoltrato. Un periodo che negli ultimi anni è stato soggetto alle ondate di calore. Ma c’è poco da fare: la coperta è e resta corta». L’appello resta chiaro. «Siamo felici che il governo abbia capito che c’è un’emergenza da affrontare, che non è più rinviabile e che per questo abbiano stanziati dei fondi. Solo lo scorso anno abbiamo dovuto affrontare allagamenti, alberi sradicati dopo la tromba d’aria e caduti sulla scuola, caldo eccessivo — prosegue ancora Parrucci — ma da soli non possiamo farcela. Come accadde per l’amianto, siamo di fronte a un problema enorme e per questo serve una finanziaria nazionale».

Il programma scuole verdi di Roma Capitale

Roma Capitale ha varato il piano “Scuole verdi”, con circa 200 milioni per gli istituti superiori gestiti da Città Metropolitana, di cui metà su Roma, e altri 600 milioni per il patrimonio scolastico comunale che conta circa mille edifici. Il progetto, presentato a giugno, prevede interventi di riqualificazione energetica tra coibentazione, infissi, efficientamento e climatizzazione. Le proposte operative dovranno arrivare entro fine anno, poi si procederà con la gara, mentre la conclusione degli interventi è attesa entro la fine 2029.