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Oltre 50 scuole verso la chiusura nel Lazio: poche nascite

Oltre 50 scuole verso la chiusura nel Lazio: poche nascite

scuole diplomifici

Il Lazio, in risposta alla significativa diminuzione della natalità, prevede la chiusura di 53 scuole nei prossimi tre anni. A partire dall'anno scolastico 2024/2025, il piano di dimensionamento scolastico prevede il taglio di 23 istituti, mentre altri 20 istituti verranno accorpati nello stesso periodo. Per il 2026/2027, il piano prevede ulteriori 10 chiusure. La decisione risponde a una riduzione del 30% delle nascite a Roma, e coinvolgerà principalmente scuole con meno di 900 alunni, che saranno integrate in altre strutture educative. La riorganizzazione influirà su molte aree, sollevando preoccupazioni tra le comunità locali.

Le scuole del Lazio verso il ridimensionamento

Il piano di ridimensionamento delle scuole adottato dalla Regione Lazio si fonda sulla necessità di affrontare il calo demografico e l'aumento delle difficoltà finanziarie. La riduzione del numero di scuole è una misura diretta per ottimizzare le risorse disponibili e garantire una distribuzione più equa degli studenti.

La diminuzione del tasso di natalità a Roma ha spinto le autorità regionali a rivedere la rete scolastica, concentrandosi su istituti con un numero di iscritti inferiore a 900. Questo approccio mira a razionalizzare l'uso degli edifici scolastici e a migliorare l'efficienza complessiva del sistema educativo.

Impatto sui quartieri

La chiusura e l'accorpamento delle scuole influiranno in modo significativo sui quartieri interessati. In particolare, l'IC Via Pirotta al Quarticciolo, noto per accogliere numerosi alunni con background migratorio, sarà integrato con l'IC Via Luca Ghini a Tor Tre Teste.

Questa decisione ha scatenato proteste tra le famiglie e il personale scolastico del Pirotta, culminando in uno sciopero. Analogamente, l'IC Antonio De Curtis di Torrenova e l'IC Via delle Alzavole di Torre Spaccata hanno presentato petizioni per opporsi all'accorpamento.

Le reazioni negative emergono soprattutto nei municipi II, V, VI, VII e IX, dove le scuole chiuse sono percepite come punti di riferimento educativi vitali.

Procedura di accorpamento

Il processo per determinare quali scuole chiudere segue una procedura burocratica dettagliata. I consigli di istituto iniziano il processo inviando delibere ai municipi, i quali poi passano le informazioni al Comune e alla Città Metropolitana, che successivamente inoltrano i dati alla Regione.

La Giunta regionale ha recentemente approvato un decreto che accelera l'accorpamento di 20 istituti per l'anno scolastico 2024/2025, un aumento rispetto ai sei inizialmente proposti. Questo cambiamento ha suscitato preoccupazioni, con il Comune di Roma che ha fatto ricorso al TAR contro la decisione. Il ricorso potrebbe influenzare la situazione, ma nel frattempo, il piano di accorpamento continua a essere attuato.

Le prospettive future

Il piano per il futuro prossimo include ulteriori 23 istituti da accorpare per l'anno scolastico 2025/2026, secondo le nuove "Linee guida della Regione Lazio". La Città Metropolitana ha convocato un incontro con i municipi e l'assessora alla scuola, Claudia Pratelli, per discutere le proposte e le preoccupazioni locali.

L’obiettivo è coordinare le esigenze delle scuole e considerare non solo i numeri, ma anche l'impatto sulle comunità. Claudia Pratelli ha sottolineato l'importanza di un approccio che tenga conto delle specificità territoriali, piuttosto che basarsi esclusivamente su criteri numerici.