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Scuola, Sempre meno alunni tra i banchi. Conseguenze, ma (forse) anche opportunità

Scuola, Sempre meno alunni tra i banchi. Conseguenze, ma (forse) anche opportunità

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Sempre meno alunni tra i banchi di scuola, un dato che preoccupa Roma, ma anche l’Italia intera. E il fenomeno è legato al problema della denatalità, di cui da tempo si parla: è un fenomeno che sta coinvolgendo tutto il Paese e di cui si è sentito parlare anche sotto l’espressione di Inverno demografico: la diminuzione della popolazione, e in particolare la crescita di una quota sempre maggiore di anziani e la contemporanea diminuzione delle nascite, porta - in vari ambiti - delle importanti conseguenze da non sottovalutare. Uno tra questi, è la scuola, che subisce le ripercussioni nei propri organici.

“Il calo demografico, molto accentuato nel nostro Paese, ha avuto ed avrà sempre più un riverbero su quelli che sono gli organici della scuola – ha commentato Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma -. Ogni anno in Italia ci sono dai 100mila ai 120mila studenti in meno. Nei prossimi 10 anni avremo un milione di studenti in meno. Di fronte a questo, nonostante i pensionamenti dei docenti, ci sarà un esubero di insegnanti”.

Scuola e calo demografico

A fronte, però, di un calo del numero degli studenti, è inevitabile che lo stesso calo si rifletta sulle cattedre. E meno cattedre, significa meno supplenze e – ancor più preoccupante – è il tasto precari: chi ambisce ad un posto fisso, si troverà di fronte ad una situazione più complicata. Ma da uno scenario che sembrerebbe essere quasi catastrofico, la scuola potrebbe trarre dei vantaggi: migliorare nella qualità della didattica, contrastando le classi pollaio dove è stipato un numero eccessivo di alunni e, in alcuni casi, inserendo più insegnanti che possano seguire un gruppo classe.

“È opportuno, quindi, che possano essere fatti a livello ministeriale dei calcoli ben precisi per permettere dotazioni aggiuntive, come in parte già è, per far sì che le classi anche molto numerose vengano ridotte di numero, ma soprattutto anche le classi poco numerose possano vedere la presenza in alcuni momenti di un doppio insegnante che possa così provare a recuperare quelle difficoltà di apprendimento che l'invalsi, cioè l'istituto che si interessa dei risultati dei nostri studenti, ogni anno registra e che sono abbastanza preoccupanti soprattutto per la scuola media e per la scuola media superiore”.