Al centro di formazione professionale Ernesto Nathan, nel quartiere Torrino, è stata posata la prima pietra dei nuovi laboratori di alta gioielleria firmati Bulgari. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il Ceo di Bulgari Jean-Christophe Babin, il consigliere metropolitano delegato all’Edilizia scolastica Daniele Parrucci e l’assessora alla Scuola Claudia Pratelli. «Formerà lavoratori che sono ricercatissimi».
Le dichiarazioni
«Si tratta di un passo concreto nel rafforzamento della formazione professionale pubblica a Roma — ha detto il primo cittadino —. Creare opportunità formative di qualità sempre più moderne e connesse al mondo del lavoro è un obiettivo fondamentale per accompagnare le nuove generazioni verso percorsi qualificati e prospettive occupazionali solide».
«Un ulteriore passo concreto nell’impegno di Bulgari a favore delle nuove generazioni e della trasmissione del sapere artigianale, offrendo opportunità professionali e contribuendo al futuro dell’arte orafa italiana», ha precisato Babin.
Il progetto e i tempi
L’intervento, finanziato con 2 milioni 700mila euro, si articolerà in due fasi. La prima si concluderà entro i primi giorni di settembre, in tempo per il nuovo anno scolastico, con la realizzazione di quattro laboratori. «Uno, esterno, nascerà nella casa recuperata dell’ex custode — ha spiegato Parrucci — e sarà quello della gomma, dei gessi e della fusione. In un secondo momento verrà unito da una passerella al plesso. Qui sorgerà un’Agorà su cui insisteranno il laboratorio "Cad" per la programmazione informatica, uno "Fucina" per la fusione dell’oro e un ultimo, più grande con 16 postazioni firmate Bulgari, per l’arte dell’intarsio e per la realizzazione del gioiello».
La seconda fase si chiuderà entro aprile 2027 e prevede la riqualificazione dell’intero edificio: facciate, infissi e impianti.
Formazione e iscrizioni
Il centro offrirà un corso triennale con un quarto anno facoltativo. «Sarà un modo per riscoprire un mestiere antico e attrarre ragazzi verso una figura ricercatissima, ma che è difficile da reperire — ancora Parrucci —. E non solo: negli ultimi anni nel Lazio le iscrizioni alle scuole professionali sono aumentate del 20 per cento e hanno contribuito all’abbattimento della dispersione scolastica tra i più giovani».
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Le manifestazioni di interesse confermano la richiesta di competenze. «Da quando con il sindaco abbiamo annunciato l’apertura delle iscrizioni al corso — conclude il consigliere delegato — sono già arrivate venti adesioni, malgrado i laboratori siano ancora in fase di realizzazione. Siamo sicuri che ora ne arriveranno altre».