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Scritte offensive al centro sportivo Flaminio Real: denuncia di Onorato. "La pacchia è finita da tempo"

Scritte offensive al centro sportivo Flaminio Real: denuncia di Onorato. "La pacchia è finita da tempo"

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Parole offensive sono comparse sui muri del Flaminio Real a Tor di Quinto, dove l’espressione "Onorato m***a" è stata tracciata con spray nero e azzurro. L’episodio è stato denunciato e a riguardo sono intervenute Digos e Polizia. Nel mirino il centro sportivo comunale di via di Tor di Quinto, recuperato a metà luglio dall’amministrazione capitolina.

Le scritte e la denuncia

In un messaggio pubblico, l’esponente istituzionale ha ricostruito quanto accaduto, rivendicando il percorso intrapreso sugli impianti comunali della Capitale. "Ieri sono apparse queste scritte contro di me al Flaminio Real, centro sportivo comunale moroso per 1,5 milioni di euro in via di Tor di Quinto che abbiamo ripreso il 15 luglio e dove abbiamo garantito sempre la continuità sportiva. Qualcuno non vuole che torni la legalità. Fatevene una ragione. Noi continueremo a riportare trasparenza nell’impiantistica sportiva comunale."

Il caso si inserisce nella più ampia attività di ripristino della legalità nell’impiantistica sportiva comunale, con riferimento alla gestione delle concessioni e al rispetto degli obblighi verso il Comune di Roma.

Il nodo gestionale del Flaminio Real

Nelle dichiarazioni diffuse via social, viene richiamato lo stato del centro di via di Tor di Quinto al momento del recupero, con i debiti arretrati e gli investimenti non effettuati. "Sono al Flaminio Real, l'impianto sportivo comunale a Tor di Quinto che abbiamo recuperato il 15 luglio dopo tanti anni di silenzio. Pensate: un milione e mezzo di morosità e 4 milioni e mezzo di euro di investimenti che avrebbero dovuto fare e non hanno mai fatto."

Le dichiarazioni sui social

Nel video viene inoltre riferito dell’intervento delle forze dell’ordine e del rifiuto di ogni forma di intimidazione. "Arrivano queste scritte che continuano qui, e continuano qui (indicando i muri scritti). Naturalmente io non so chi le abbia fatte: ho fatto denuncia ed è intervenuta la Digos e la Polizia, che ringrazio. Ma il messaggio è molto chiaro: se qualcuno pensa che tutto questo mi intimidisca, non ha capito nulla. Questa guerra io l'ho iniziata quattro anni e mezzo fa e la porterò avanti fino alla fine."

Viene infine ribadita la prosecuzione delle attività sportive all’interno dell’impianto e la destinazione degli introiti alla città. "Qualcuno aveva detto che, cacciando il concessionario moroso di questo impianto, il Comune avrebbe lasciato al degrado la struttura sportiva. E invece le attività sportive hanno continuato il loro corso: dai centri estivi a tutte le associazioni sportive che qui erano in subappalto o subaffitto. Solo che i soldi che prima andavano al concessionario moroso, adesso li danno al Comune di Roma e ai cittadini romani. E, come vedete, le manutenzioni sono continuate."

L’impianto verrà messo a bando e “vinca il migliore”, dice. “Ma il migliore deve sapere che quello che c’è scritto nel bando, lo deve rispettare” conclude. “La pacchia è finita da tempo!