Ricerca nel Sito

Screening oncologici nel Lazio: adesioni tra le più basse in Italia

Screening oncologici nel Lazio: adesioni tra le più basse in Italia

immagine illustrativa (foto da Pexels)

Nel Lazio la partecipazione agli screening oncologici resta tra le più basse del Paese, nonostante anni di campagne dedicate alla prevenzione. A evidenziarlo è il primo report di Medici dal mondo, presentato alla Camera dei deputati, che fotografa "un Sistema sanitario nazionale sempre più segnato da sottofinanziamento".

I dati nel Lazio

I numeri citati dall’Osservatorio nazionale screening (aggiornamento 2024) mostrano una situazione critica. Per il tumore alla mammella l’adesione nel Lazio è al 43,6%, sesto dato peggiore a livello nazionale dopo Calabria (22,1%), Campania (33,5%), Sicilia (33,6%), Sardegna (41,6%) e Molise (42,5%). Ancora più ridotta è la partecipazione allo screening per la cervice uterina: 33,2%, mentre fanno peggio Calabria (15,4%), Sicilia (26,1%), Campania (28,8%), Liguria (31,1%) e Molise (31,3%). Le percentuali regionali risultano molto distanti dai territori più virtuosi, come Friuli-Venezia Giulia (71,9%) e Umbria (65,4%). Il quadro più preoccupante riguarda la prevenzione del tumore del colon-retto, con l’adesione ferma al 24,5%, peggiore solo di Calabria (5,2%), Sicilia (15,4%) e Campania (23,2%).

Le cause del divario

Nel rapporto viene indicata una molteplicità di fattori che frenano la partecipazione: "Le principali cause delle differenze osservate - si legge nel rapporto - riguardano aspetti di natura gestionale e organizzativa, la presenza di disuguaglianze economiche ed infrastrutturali e i livelli di informazione, fiducia e consapevolezza delle persone potenzialmente interessate agli screening". Secondo la Fondazione Gimbe, la scarsa adesione ha comportato nel 2023 la mancata individuazione di oltre 50 mila tumori in fase precoce in tutta Italia.

L’impatto a Roma

Nella Capitale il tema della prevenzione è particolarmente sensibile: i tumori rappresentano la seconda causa di decesso sia a livello cittadino sia nei singoli municipi di Roma, con indicatori che in alcune patologie risultano peggiori rispetto agli anni precedenti. Il rafforzamento dello screening oncologico emerge dunque come leva essenziale per intercettare la malattia nelle fasi iniziali e ridurre il carico clinico sui servizi territoriali del Lazio.