Alla sede della Regione Lazio si è svolto un confronto operativo tra la struttura sanitaria regionale ed Europa Donna Italia, con la partecipazione di Andrea Urbani, Andrea Siddu e dell’assessore alla cultura e pari opportunità Simona Renata Baldassarre, insieme ai vertici nazionali e alla delegazione laziale del movimento. Obiettivo dichiarato: consolidare la prevenzione senologica e costruire una sinergia stabile con il mondo associativo.
I numeri dello screening nel Lazio
Secondo l’ultimo Rapporto regionale sugli screening oncologici (2024), nel territorio sono state invitate 438.267 donne e l’adesione si è fermata al 43,1%. Una quota ritenuta insufficiente, considerando che la diagnosi precoce del tumore al seno può garantire tassi di sopravvivenza superiori al 90%. Da qui l’urgenza di azioni capaci di favorire una risposta più ampia e consapevole.
Il policy brief e le azioni previste
Le rappresentanti di Europa Donna Italia hanno consegnato alle istituzioni il Policy Brief “Donne e Salute – Adesione ed estensione allo screening mammografico: opportunità da cogliere, sfide da affrontare insieme”. Il documento delinea una strategia multilivello con campagne informative mirate alle donne che non rispondono agli inviti delle ASL, basate sul volontariato locale e su alleanze permanenti con medici di medicina generale, farmacie e comuni (ANCI), con una tabella di marcia per l’estensione gratuita dei controlli alle fasce 45-49 e 70-74 anni.
Le dichiarazioni
“Riconosciamo il valore sociale e la capillarità del network di Europa Donna nel Lazio ”, ha commentato Andrea Urbani. “Valutiamo con molta attenzione il piano proposto: la collaborazione con il Terzo Settore è una chiave di volta fondamentale per intercettare i bisogni delle cittadine e promuovere insieme una prevenzione vicina alle persone. Il nostro obiettivo comune è ottimizzare i servizi diagnostici e fare in modo che nessuna donna trascuri questi appuntamenti salvavita”.
Andrea Siddu ha aggiunto che “Il monitoraggio costante dei percorsi e l'appropriatezza delle prestazioni sono pilastri fondamentali della nostra programmazione. Le realtà del volontariato senologico rappresentano un alleato scientifico e umano insostituibile per migliorare i tassi di richiamo, ottimizzare i tempi di gestione e vincere la sfida della fiducia nelle strutture pubbliche, specialmente nelle aree in cui la risposta delle cittadine è ancora al di sotto degli standard ottimali”.
“Questo confronto rappresenta una tappa fondamentale per rendere gli screening senologici un diritto pienamente accessibile per le donne del territorio - ha commentato Rosanna D'Antona - Nel Lazio abbiamo riscontrato una reale apertura a tracciare un percorso condiviso. La sfida oggi è tradurre le risorse disponibili in interventi concreti, affinché auspicabilmente la quota di partecipazioni passi presto dal 43 ad oltre il 50% di adesione.”