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Santa Marinella, insulti antisemiti e atti di teppismo contro le case: indagini sulla baby gang

Santa Marinella, insulti antisemiti e atti di teppismo contro le case: indagini sulla baby gang

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Santa Marinella, sul litorale romano, è al centro di un’inchiesta dopo una serie di episodi attribuiti a una presunta baby gang. Secondo le segnalazioni, un gruppo di ragazzi avrebbe rivolto insulti antisemiti ad alcuni residenti, lanciando anche bottiglie contro le abitazioni e introducendosi nei giardini delle villette. Una delle vittime ha presentato denuncia mercoledì mattina e sul caso stanno indagando i carabinieri.

Le segnalazioni e le indagini

Le condotte contestate includono lanci di oggetti verso le case e atti di teppismo all’interno delle proprietà private. Le prime segnalazioni sono arrivate da un’associazione di residenti, Caccia e riserva per l'ambiente, che ha raccolto le preoccupazioni di diversi proprietari e le ha inoltrate alle autorità competenti.

Le testimonianze dei residenti

La presidente dell’associazione, Stefania Alieri, ha descritto alcuni episodi avvenuti nelle ultime settimane, evidenziando il clima di tensione tra le famiglie della zona. «Alle continue aggressioni verbali, alle quali non abbiamo mai risposto, si sono aggiunti episodi sempre più gravi. Due settimane fa hanno lanciato bottiglie di vetro nel giardino di un nostro iscritto mentre era in casa con bambini e anziani, al grido di “ebrei di merda”, e i vetri hanno sfiorato il figlio appena nato. Ieri notte si è superato ogni limite: bloccare una signora di settant’anni fuori dalla propria casa inneggiando a Hitler è una violenza inaudita».

Calci e insulti antisemiti, 70enne vittima dei baby bulli

Una 70enne del posto sarebbe stata accerchiata e colpita con un calcio nel fondoschiena da ragazzini di 13, 14 anni al massimo che inneggiavano a Hitler dando alla vittima dell'ebrea. A quanto apprende l'Adnkronos, il fatto è accaduto intorno alle 23.30 di ieri in largo Innocenzo XI. Secondo quanto denunciato questa mattina ai carabinieri dalla donna il gruppo di baby bulli, alcuni coi monopattini, l'avrebbe accerchiata rivolgendole insulti antisemiti e frasi inneggianti al nazismo. La vittima ha sottolineato ai militari di non essere di religione ebraica, ma di esser stata colpita con un calcio, presumibilmente dopo aver redarguito i ragazzini per le urla in piazza. Al passaggio di una pattuglia dei carabinieri, il gruppetto si è dileguato. Al vaglio i filmati delle telecamere di videosorveglianza in zona.

Il post di denuncia

La figlia della vittima, non refertata al pronto soccorso, nella notte ha raccontato quanto accaduto con un post pubblico sui social, aggiungendo che uno dei ragazzini avrebbe defecato nel giardino «pensando mia madre fosse ebrea. Gli amici hanno bloccato fisicamente mia madre per permettere all'amico di uscire da casa mia, intanto le urlavano che gli ebrei stanno bene al forno con le patate e l'hanno calciata sul c..». «Mia madre è una nonna, che stasera ha accolto le sue nipoti in uno stato emotivo completamente diverso rispetto a quello che ci eravamo immaginate. Io sono molto inc..., e loro frequentano questa piazza ogni sera. Giuro che non gliela farò passare liscia, e non dovreste neanche voi come genitori e comunità».