Al fianco delle donne, al fianco della salute. È in arrivo una vera e propria rivoluzione per la sanità della Regione Lazio.
Nasce la prima rete socio-sanitaria pubblica interamente dedicata alle donne affette da endometriosi. Non solo per loro, ma anche per chi sospetta di esserlo. Il progetto è basato su Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA) strutturati, è unico in Italia e punta a diventare un modello per l'intero Paese.
La denuncia del Presidente Catalucci: “Nessun merito autoreferenziale, parlano i dati”
Il Dott. Massimo Catalucci, Presidente dell’Associazione Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 - ETS, mette in chiaro l’origine del progetto, di cui vanta la paternità.
“Mentre c’è chi vuole appuntarsi autoreferenzialmente una medaglietta sul petto per quanto sta maturando in Regione Lazio, grazie alle posizioni politiche che riveste, noi possiamo dire, dati alla mano, che il traguardo che si sta per tagliare nell’ambito della Sanità nella nostra Regione è frutto di un lavoro avviato dalla nostra Associazione, perseguito con costanza, conoscenza, competenza e tenacia, e anche contro molti ostacoli che, 'casualmente', lungo il cammino abbiamo dovuto superare, sin dai primi mesi del 2023.”
Come nasce il progetto?
La storia inizia nei primi mesi del 2023. Il progetto nazionale di prevenzione della salute dedicato all’endometriosi vede una bozza iniziale redatta grazie al contributo del Dott. Massimiliano Marziali, responsabile medico-scientifico dell'Associazione e tra i massimi esperti della patologia in Italia. L'obiettivo era di ottimizzare le risorse socio-sanitarie già esistenti sul territorio laziale, mettendole in rete per creare un team di professionisti specializzati, ossia una vera rete socio-sanitaria pubblica, dedicata interamente alle donne affette da endometriosi o che sospettano di esserlo.
È da questo momento che il progetto prende “vita”. Il Dott. Catalucci e il Dott. Marziali presentano ufficialmente la bozza del progetto al Consigliere regionale del Lazio, Marika Rotondi, che si attiva immediatamente con gli uffici competenti della Sanità. Da tale confronto nasce una commissione tecnica, inizialmente presieduta dal compianto Prof. Giovanni Scambia (scomparso nei primi mesi del 2025). Dopo i necessari aggiustamenti tecnici e un lavoro sinergico e ininterrotto durato tre anni, la bozza progettuale viene approvata con un documento ufficiale della Regione Lazio.
Tre anni di lavoro sul campo
Mentre le istituzioni regionali lavoravano alla parte burocratica e amministrativa sotto la guida attenta del Consigliere Rotondi, l’Associazione “Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 – ETS ha tradotto in pratica i principi della "Written Declaration on Endometriosis" (il documento della Commissione Europea del 2004), che impegna gli Stati membri sulla consapevolezza dei cittadini e sulla formazione medica.
Con la supervisione scientifica del Dott. Marziali, l'Associazione ha promosso una fitta campagna di Convegni itineranti In-Formativi per spiegare capillarmente cos'è l'endometriosi, come riconoscerla e come affrontarla, convegni che hanno visto lo sfondo di numerosi centri.
La seconda fase: gli sportelli di ascolto
Nel novembre del 2025, sono stati aperti degli sportelli di accoglienza, ascolto e orientamento. Il primo sportello per l'endometriosi della Regione Lazio è stato inaugurato con successo nel comune di Ardea, ed è diventato un punto di riferimento clinico e informativo gratuito per tutte le donne.
E oggi?
Oggi, nel 2026, quel percorso avviato tre anni fa è finalmente realtà. “Il traguardo istituzionale e socio-sanitario che la Regione Lazio si appresta ufficialmente a tagliare è un successo straordinario di cui la nostra associazione è stata ispiratrice, promotrice e attiva sul campo. Abbiamo operato incessantemente per la prevenzione della salute con i nostri Convegni itineranti in numerosi comuni della nostra regione: Ardea, Grottaferrata, Rocca di Papa, Ariccia, Pomezia, Velletri, Palestrina, Roma (Municipio VI e Municipio VII), Ciampino, Trevignano Romano, Anzio-Nettuno e Zagarolo.”