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Sanità, il monitoraggio dei Lea promuove nord e centro

Sanità, il monitoraggio dei Lea promuove nord e centro

immagine illustrativa (foto da Pexels)

Un quadro aggiornato della qualità dell’assistenza emerge dalla prima verifica a revisione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) realizzata con il nuovo Sistema di garanzia del Ministero della Salute. Nel 2024 le performance migliori si registrano in Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, mentre Sicilia, Calabria e Provincia autonoma di Bolzano risultano sotto la soglia minima di adeguatezza fissata a 60 punti.

Cosa misura il nuovo sistema di garanzia

Il monitoraggio prende in esame 88 indicatori distribuiti in tre macro-aree: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. All’interno è individuato un sottoinsieme di performance, il Core, composto da 27 indicatori: sei per la prevenzione, dieci per l’area distrettuale, nove per l’ospedaliera, uno per l’equità e uno per il monitoraggio dei Pdta. Nel 2024 il set è stato arricchito con la misura sulla rinuncia a prestazioni sanitarie per inappropriatezza organizzativa o motivi economici, con la percentuale di pazienti con scompenso cardiaco in terapia con beta-bloccanti e con l’indicatore sui donatori di organi in morte encefalica. L’obiettivo è garantire servizi essenziali omogenei per qualità, appropriatezza e uniformità su tutto il territorio nazionale.

I risultati 2024: differenze tra regioni

Sulla base del Core, nel 2024 tutte le regioni superano la soglia di 60 in ciascuna macro-area, con tre eccezioni. Provincia autonoma di Bolzano e Sicilia presentano valori insufficienti nell’area della prevenzione, mentre la Calabria è insufficiente nell’assistenza distrettuale. Nella macro-area ospedaliera la soglia è raggiunta ovunque, con una stabilità particolarmente evidente in Piemonte, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Marche.

Andamento 2021-2024: prevenzione in crescita, ospedali stabili

Nel periodo 2021-2024 si registra una crescita significativa nella prevenzione e nelle attività delle Asl, a fronte di una lieve flessione dell’area ospedaliera. L’incremento della prevenzione riguarda quasi tutte le regioni, con eccezioni in Marche, Campania e Calabria. Sull’assistenza distrettuale migliorano Valle d’Aosta, Abruzzo, Campania e Puglia, mentre Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana restano stabili su livelli elevati. Si conferma infine un divario territoriale, con punteggi mediamente più bassi nel Centro-Sud.