Corte dei Conti e Regione Lazio tornano sotto i riflettori con i numeri della sanità regionale: all’approvazione del rendiconto 2025, chiuso con un margine positivo di 7,4 milioni e un avanzo complessivo di circa 320 milioni, la relazione allegata affianca un quadro di fragilità strutturale, in particolare sulla mobilità sanitaria passiva.
Rendiconto 2025: conti in ordine ma sistema fragile
La magistratura contabile evidenzia che la tenuta dei conti non cancella criticità ormai consolidate. L’analisi dell’interscambio di prestazioni con le regioni confinanti nel biennio 2023-2024 mostra un Lazio che accoglie più pazienti di quanti ne perda, ma con un valore economico delle cure erogate e ricevute sbilanciato a sfavore del territorio.
Mobilità sanitaria: afflussi e fughe tra 2023 e 2024
Secondo i dati esaminati, chi arriva a curarsi a Roma e nelle province utilizza per lo più prestazioni meno costose, mentre molti residenti si rivolgono a Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana per interventi complessi e alta specializzazione. Nel 2023 i ricoveri dei residenti fuori regione sono stati 51.491 per 231,2 milioni di euro; nel 2024 sono saliti a 52.328 (+1,6%) con una spesa di 241,5 milioni (+4,5%).
Sul fronte della mobilità attiva, il Lazio ha registrato 55.538 ricoveri nel 2023 per 217 milioni, saliti a 56.066 nel 2024 (+0,9%) per un incasso di 218,6 milioni (+0,7%).
Saldo in rosso: disavanzo quintuplicato
Il saldo netto tra entrate e uscite peggiora sensibilmente: dal passivo di circa 4,1 milioni del 2023 si passa a 22,9 milioni nel 2024. La relazione sollecita la Regione a chiudere rapidamente i conti tra enti territoriali e a intervenire su liste d’attesa, contenziosi con le cliniche private convenzionate e spesa per i medici gettonisti impiegati nei pronto soccorso.
Implicazioni per Roma e le province
Il quadro delineato conferma la necessità di rafforzare l’offerta sul territorio di Roma e del Lazio, affinché l’uscita formale dal commissariamento si traduca in un servizio più efficace per i cittadini e riduca la pressione economica legata a una mobilità passiva in crescita.