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Sanità a Roma: inaugurati tre hub a Boccea, Coppedè e Cassia

Sanità a Roma: inaugurati tre hub a Boccea, Coppedè e Cassia

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Tre nuove Case di Comunità della ASL Roma 1 sono state inaugurate nei quartieri Boccea, Coppedè e Cassia, con servizi attivi h24 e presa in carico di pazienti fragili e cronici. Il taglio del nastro si è svolto nella sede di via Val Cannuta, alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, del direttore generale Giuseppe Quintavalle e dei vertici dell’Azienda sanitaria.

Servizi h24 e prossimità: assistenza continua sul territorio

Le tre strutture rappresentano un tassello centrale della sanità territoriale, con ambulatori e percorsi di continuità assistenziale attivi sette giorni su sette. L’obiettivo è favorire diagnosi precoce, ridurre gli accessi impropri in ospedale e garantire cure di prossimità direttamente nei quartieri di riferimento.

Boccea: dall’incompiuta al polo operativo

La nuova Casa di Comunità Boccea, rimasta incompleta dal 2016, è stata recuperata con un investimento totale di 1,63 milioni di euro tra fondi PNRR e aziendali. La struttura dispone di 663 mq interni e un’area esterna di 1.000 mq, con un team di 49 operatori (33 medici e 12 infermieri). I servizi comprendono CUP, specialistica ambulatoriale in cardiologia, diabetologia e urologia, Unità di Cure Primarie e Punto Prelievi.

Coppedè e Cassia: reti di prossimità e inclusione

In collegamento remoto sono stati presentati gli altri hub. La CdC Coppedè si estende su quasi 2.600 mq, con un investimento di oltre 885.000 euro e l’attività di 89 professionisti. La CdC Cassia, di 1.535 mq, è inserita in un comprensorio che integra salute e sociale e collabora con l’Associazione Teatro Patologico, con un investimento superiore a 950.000 euro.

Tecnologia e comfort: navigazione indoor e nuovi dispositivi

Le tre Case di Comunità puntano su umanizzazione e accoglienza, con arredi rinnovati e spazi decorati. L’innovazione tecnologica include l’Indoor Navigation: tramite QR Code, persone sorde e utenti fragili vengono guidati con frecce digitali fino all’ambulatorio. Un investimento di 220.000 euro ha consentito il rinnovo del parco elettromedicale con ecografi, spirometri ed elettrocardiografi, potenziando la capacità diagnostica di prossimità.