Nel Lazio aumenta il peso della salute mentale, con la depressione al primo posto tra i disturbi registrati nella popolazione. Un rapporto del dipartimento di Epidemiologia della Regione fotografa un quadro in cui i numeri crescono e i bisogni assistenziali si confermano elevati, soprattutto tra anziani e donne.
Il quadro nel 2024 e nel 2025
Nel corso del 2024 sono state 199.860 le persone a cui è stata diagnosticata la depressione nel Lazio. Nei primi sei mesi del 2025 si contano ulteriori 84.366 nuove diagnosi. Il disturbo si manifesta con perdita di interesse, alterazioni del sonno e dell’appetito, difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane e umore depresso persistente.
Chi è più colpito
La maggiore incidenza si riscontra tra gli over 75, mentre il dato di genere evidenzia una prevalenza femminile: 55,4 ogni mille tra le donne contro 24,8 tra gli uomini. Per curarsi, il 6,4 per cento dei cittadini ricorre a farmaci antidepressivi, con un incremento del 2,7 per cento rispetto all’anno precedente.
Schizofrenia e disturbi somatoformi
I disturbi dello spettro schizofrenico riguardano oltre 16mila persone. Colpiscono soprattutto gli uomini (61,5 per cento) e tendono a esordire già dalla tarda adolescenza, intorno ai 18 anni, mentre nelle donne i primi sintomi compaiono più spesso tra i 25 e i 30 anni. Le sindromi nevrotiche e somatoformi includono ansia e stress con sintomi fisici non riconducibili a patologie mediche e sono in aumento, specialmente nel post pandemia, con frequenti segnalazioni di mal di testa, dolori addominali o dorsali, insonnia, difficoltà respiratorie, giramenti di testa e umore depresso o irritabile. L’intercettazione avviene per lo più quando i pazienti riconoscono il disagio e si rivolgono a uno specialista.
Farmaci e ricoveri
A fronte della crescita degli antidepressivi si registra un calo della stessa entità per la vendita di ansiolitici (prevalentemente benzodiazepine), ipnotici e sedativi. Sul versante ospedaliero, nel 2024 i ricoveri per nevrosi e altre patologie affini sono stati 728, di cui 440 donne (oltre il 60 per cento). Il trend appare in aumento nel 2025: al 30 giugno i ricoveri hanno raggiunto quota 413, con 238 donne (poco meno del 58 per cento).