Incontro in prefettura a Roma sul tema della sicurezza degli operatori del trasporto pubblico locale. Autisti dei bus che troppo spesso diventano vittime di violenze di passeggeri e vengono aggrediti. E' il caso di un dipendente Atac della linea 8 preso a pugni in faccia da un pedone che lo scorso agosto pretendeva di salire fuori fermata e finito d'urgenza in ospedale. O del collega aggredito da un utente che ha spaccato a pugni la cabina di guida.
Roma, incontro in Prefettura su aggressioni autisti bus
Un fenomeno che è stato analizzato questa mattina in Prefettura avviando un percorso per cercare di dare adeguate soluzioni all'emergenza sicurezza. “Abbiamo ottenuto e apprezzato la disponibilità delle Istituzioni all’elaborazione di linee guida a contrasto del fenomeno: è un primo passo fondamentale” dichiarano Filt-Cgil Roma e Lazio, della Fit-Cisl Lazio, della Uil Trasporti Lazio e UglFna.
“Il primo passo che abbiamo compiuto oggi è importante: siamo convinti della grande utilità di un luogo di analisi e di elaborazione di linee guida a contrasto del fenomeno delle aggressioni" aggiungono i sindacati.
Sindacati: “Chiesto costituzione di un Osservatorio”
"Siamo consapevoli del fatto che non esiste una ‘bacchetta magica’ per far scomparire il problema, - spiegano le sigle sindacali - ma proprio per questo serve un impegno costante, ostinato e capillare: abbiamo richiesto la costituzione di un Osservatorio, ovvero di un tavolo permanente che abbia ruolo di monitoraggio, consultazione, confronto e proposta a tutela dei lavoratori, ottenendo la disponibilità del Comune e della Prefettura, che abbiamo apprezzato e di cui siamo soddisfatti”.
Dall'isolamento del posto guida sui bus al Daspo urbano, le proposte dei sindacati
Secondo i sindacati servirebbe innanzitutto l’isolamento del posto guida sui bus, con la chiusura totale delle cabine e con la dotazione ai lavoratori di strumenti di autodifesa. Sarebbero utili anche body cam, impianti di videosorveglianza e allarme, strumenti di monitoraggio da remoto dei bus e contatto diretto con le Forze dell’ordine.
"In questo contesto, - aggiungono i sindacati - sarebbe utile studiare e applicare le best practice presenti sul territorio nazionale e nel mondo: ad esempio, recentemente è stata applicata, nel Nord Italia, una ‘app’ che permette ai capitreno di localizzare, a bordo dei mezzi, eventuali appartenenti alle forze dell’ordine".
Analizzare le linee, gli orari e le aree che presentano maggiori criticità
"In Canada è stata invece sperimentata con successo, in passato, la presenza di assistenti sociali sui bus e, in Italia, la disposizione di due guardie giurate sui mezzi o in prossimità delle fermate. Riteniamo quantomeno importante che siano analizzate le linee, gli orari e le aree che presentano maggiori criticità e che dovrebbero essere oggetto di particolare attenzione da parte delle forze di sicurezza locale”.
“In ultimo, ma non in ultimo - concludono - si deve, a nostro parere, intervenire con un inasprimento delle pene e con una sorta di Daspo urbano per gli aggressori, prevedere corsi di formazione per i lavoratori su questi temi e campagne di comunicazione e sensibilizzazione, anche tramite cartellonistica a bordo dei mezzi”.