Roma si prepara a ospitare, venerdì 9 settembre, la conferenza stampa nazionale dell'Uap (Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti, ospedalità privata) dedicata all’integrazione tra pubblico e privato accreditato nel Servizio sanitario nazionale. "Pubblico + privato accreditato = Servizio sanitario nazionale". "Basta contrapposizioni. Il cittadino ha diritto alla cura: tutte le capacità del Ssn devono essere programmate e utilizzate sotto una forte guida pubblica", riassume la presidente Mariastella Giorlandino.
Appuntamento a Roma
L’incontro è fissato nella Capitale a partire dalle 11 del 9 settembre, negli spazi di CEOforLIFE Clubhouse, con la presenza dei presidenti delle Associazioni aderenti a Uap, "a testimonianza di una posizione condivisa dalle diverse componenti della sanità privata accreditata rappresentate nell'Unione". Per l’associazione, il cittadino che attende una visita, una risonanza o un esame di laboratorio "non chiede se la prestazione sarà erogata da una struttura pubblica o privata accreditata. Chiede al Servizio sanitario nazionale di essere curato bene e in tempo".
Un sistema integrato
Giorlandino richiama la necessità di superare le logiche di contrapposizione. "Abbiamo discusso di sanità pubblica e privata come se fossero due sistemi contrapposti. Non è così. Il privato accreditato integra, non sostituisce il pubblico. La responsabilità della tutela della salute, la programmazione, le regole e i controlli devono restare pubblici. Ma pubblico e privato accreditato sono due componenti dello stesso Sssn". L’obiettivo è valorizzare l’intero sistema, programmando in modo unitario la capacità assistenziale disponibile.
Il nodo delle liste d'attesa
Per Uap, il tema centrale è ridurre le liste d’attesa utilizzando "utilizzare meglio" la rete esistente. Se una struttura pubblica non riesce a rispettare i tempi necessari, "Se non può e nella rete privata accreditata esiste capacità disponibile, quella capacità deve poter essere utilizzata dal Ssn, sotto programmazione e controllo pubblici". "Se pubblico e privato investono entrambi in personale, tecnologie e strutture ma vengono programmati separatamente, sprechiamo capacità mentre il cittadino aspetta. Questa non è difesa del privato: è buona amministrazione della sanità pubblica". Per l’associazione, le liste d’attesa sono "anche un problema di coordinamento della capacità complessiva. Se una parte della rete non riesce a rispondere alla domanda e un'altra dispone di capacità utilizzabile, lasciare il paziente in attesa significa non utilizzare pienamente le risorse del Ssn".
Tariffe e nuovo nomenclatore
Nel confronto a Roma spazio anche al capitolo tariffe e alla battaglia sul nuovo nomenclatore. Le tariffe, evidenzia l’Unione, "non sono semplicemente 'quanto lo Stato dà ai privati': attribuiscono un valore alle prestazioni che il Ssn deve garantire. Se quel valore è inferiore al costo efficiente, vengono danneggiate entrambe le componenti. Nel privato accreditato può ridursi la capacità di erogare e investire; nel pubblico il costo reale della prestazione non scompare, ma resta nei conti della struttura e deve essere assorbito dal sistema. Per questo, sottolinea Uap, una tariffa incongrua non è un risparmio: può significare minore capacità di cura". "Chiediamo quindi di cambiare prospettiva: non quanto dare al pubblico o al privato, ma quali cure servono ai cittadini, quanto costa erogarle in condizioni di efficienza e qualità e come utilizzare al meglio tutta la rete del Ssn".
La posizione dell'Uap
L’Uap, rete che rappresenta circa 27mila strutture della sanità privata accreditata, rivendica una visione che metta al centro il cittadino e un utilizzo coordinato della capacità complessiva del sistema. Come conclude Giorlandino, l’Unione "difende il Servizio sanitario nazionale nel suo insieme. Difendere il pubblico significa renderlo forte nella programmazione e nel controllo. Difendere il privato accreditato significa preservare una capacità assistenziale che appartiene alla rete del SSN. Difendere entrambi significa tutelare il diritto dei cittadini alla salute. La sanità non si governa per ideologie o appartenenze. Si governa partendo dai bisogni di cura delle persone".