Lo avevano detto e lo hanno fatto. In seguito alla notizia del blocco della Flotilla, la Capitale si dirige verso il corteo Pro Palestina previsto per il 4 ottobre. Ma questo è stato un venerdì nero, con una nuova giornata di mobilitazione e nuovi scioperi.
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Ad attraversare le strade di Roma, un fiume in piena, tra cori, bandiere e occhi di chi spera in un futuro migliore. In migliaia a Roma si sono radunati in piazza dei Cinquecento per sostenere il popolo palestinese e la Global Sumud Flotilla. Grande partecipazione per una manifestazione che è stata organizzata in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil e Usb, uno sciopero che ha diviso l’opinione pubblica ma che ha visto chilometri e chilometri di persone sfilare in un corteo, al grido di "Palestina libera", un grido che parte dal basso ma che arriva molto in alto.









Due striscioni recitano "Stop al genocidio, stop accordi con Israele", e "Gaza we are coming" e sventolano in aria bandiere della Palestina, dei sindacati e delle associazioni. Dal furgone si alternano vari interventi, che inveiscono contro Israele e contro il governo italiano. Altri cartelli: “Taci quando i bambini dormono, non quando muoiono”, questo particolarmente toccante e che ci ricorda la scena del "definisci bambino", che poi è stato anche declinato in altri mille modi come quello che si vede in foto con il volto di Benjamin Netanyahu, Primo ministro di Israele, sostituendo la parola "bambino" con "criminale".


Prima tra le varie tappe, Porta Pia dove ha sede il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per poi proseguire il suo percorso arrivando anche sulla Tangenziale.





