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Il fiume umano per Gaza nelle strade di Roma. Tra manifestazione illegittima e il saluto a Salvini

Il fiume umano per Gaza nelle strade di Roma. Tra manifestazione illegittima e il saluto a Salvini

Un fiume umano attraversa le strade di Roma. “Roma lo sa da che parte stare. Palestina libera dal fiume fino al mare”. Questo è uno dei tanti cori che accompagna il corteo che da piazza dei Cinquecento ha percorso le strade della Capitale passando come prima tappa per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per poi dirigersi fino alla Tangenziale.

“Se potessimo, raggiungeremmo Gaza”, commenta un partecipante mentre stiamo camminando verso il Ministero. Roma ha fatto sentire il proprio sostegno al popolo palestinese e alla Global Sumud Flotilla con una grande partecipazione. La manifestazione è stata organizzata in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil e Usb, uno sciopero che ha diviso l’opinione pubblica ma che ha visto chilometri e chilometri di persone sfilare in un corteo, al grido di "Palestina libera", un grido che parte dal basso ma che arriva molto in alto.

Per Gaza, per la Flotilla

Posti di lavoro vuoti. Piazze piene” scrive Natale Di Cola, segretario generale della Cgil Lazio. Ed è così: le piazza di Roma lungo il percorso si sono riempite di persone, di animi infuocati che vogliono sostenere la loro idea, il loro credo.

Siamo qui come sindacato, come lavoratori, come cittadini per ribadire l'immensa solidarietà che tutta Italia ha dimostrato nelle ultime settimane non solo alla causa palestinese, ma alla Flotilla – dice ai microfoni di Radio Roma Massimo Pedretti di Usb -. Noi abbiamo organizzato il primo sciopero generale, quello del 22 settembre, che ha avuto una risposta enorme. In questi giorni la risposta di tutte le città è stata incredibile. Solamente a Roma tra la notte immediatamente successiva all'abbordaggio della flottiglia e ieri al corteo - che è partito dal Colosseo - ci sono state complessivamente 100.000 persone in piazza. Oggi riteniamo che la presenza dei lavoratori sia fondamentale per ribadire quello che è la posizione di tutto il popolo italiano”.

La Commissione di garanzia ha valutato illegittimo lo sciopero generale, poiché "in violazione dell'obbligo legale di preavviso, previsto dalla Legge 146/90". Nonostante questo, le sigle sindacali hanno confermato la sollevazione. Abbiamo, quindi, chiesto un commento alle sigle sindacali su quanto affermato.

È legittimo o illegittimo?

A noi sembra di essere arrivati veramente alla politica dell'assurdo – continua Pedretti -. Questo è l'unico Paese in cui si criticano gli scioperi, l'unico Paese in cui si criticano le azioni umanitarie, ma non ci aspettiamo altro da un governo che non riesce a prendere posizione neanche su un genocidio. Noi andiamo avanti”.

Avevamo detto chiaramente che nel momento in cui la Global Sumud Flotilla sarebbe stata bloccata – dice Alessandro Giannelli di Usb - noi avremmo proclamato un altro sciopero generale, dopo lo sciopero generale del 22 settembre, per bloccare la città, i porti, le stazioni, per bloccare tutti i punti nevralgici della città. In queste ore si è scatenata una canea mediatica da parte del governo nei confronti di questo sciopero: è un governo che naturalmente sa benissimo che questo sciopero registrerà un’altissima adesione perché quelle centinaia di migliaia - ma anche direi milioni di persone - che sono scese in piazza il 22 settembre e che stanno scendendo in piazza in questi giorni preoccupano fortemente il governo. Prova a raccontare notizie non vere rispetto ad uno sciopero che invece è assolutamente legittimo perché vi corrono quelle condizioni di eccezionalità, di attacco all'ordinamento costituzionale ed incolumità delle lavoratrice dei lavoratori che gestite con la convocazione di uno sciopero senza preavviso”.

E a chi dice che scendere in strada non serve, qual è il messaggio che mandate?

Io dico che gli effetti dello sciopero del 22 settembre già si stanno facendo sentire. Noi stiamo facendo quello che non fa il governo, un governo che è complice di Israele, che mantiene relazioni commerciali con Israele, che continua a vendere armi ad Israele”.

Arrivati sotto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un manifestante spiega perché ci troviamo lì. “Siamo qua perché Salvini è il vicepremier, come si chiamano tra di loro, e fa dichiarazioni inaccettabili anche di fronte alla semplice intelligenza umana, dichiarandosi migliore amico di Israele e inoltre facendo grossi danni anche nell'ambito delle attività lavorative: noi sappiamo che ha provato già diverse volte a bloccare gli scioperi dei ferroviari, ad esempio. Noi siamo qui perché questa è una delle più grandi ingiustizie a cui l’umanità ha potuto assistere”.