Sfruttamento della prostituzione dietro una finta associazione culturale. È scattato il sequestro per il locale Poppea, uno strip club a pochi metri dal Colosseo già salito in passato agli onori della cronaca. Gli investigatori sono riusciti ad appurare attraverso un'attività di video sorveglianza cosa si celava dietro la facciata dell'associazione culturale. Un grave quadro indiziario che ha fatto finire agli arresti domiciliari il gestore del noto night club nel cuore di Roma.
Roma, prostituzione ed evasione fiscale: arrestato titolare night club in zona Colosseo
Le indagini sono partite da un controllo in materia di sicurezza sul lavoro, eseguito nei confronti di quella che doveva essere un'associazione culturale. Dalle verifiche sono emerse violazioni specifiche ma anche altro degno di un ulteriore approfondimento.
È quindi iniziata l'indagine mirata attraverso un’attività di videosorveglianza che ha permesso di appurare, all’interno dei locali dell’associazione culturale, un grave quadro indiziario a carico del gestore. Al quale è stato contestato il reato di sfruttamento della prostituzione e anche di evasione fiscale, per l'esattezza "omessa dichiarazione ai fini I.V.A. e di infedele dichiarazione".
La falsa associazione culturale
Gli investigatori infatti hanno potuto ricostruire passo passo elementi per smascherare la reale attività nascosta dietro ad una associazione culturale, per evitare di pagare le tasse come avrebbe dovuto. Secondo quanto emerso i soci avrebbero pagato l'ingresso ad ogni visita con la possibilità di acquistare costosi drink. I ricavi erano mascherati come “quote associative” e non venivano redistribuiti, ma usati a fini personali, inoltre l'associazione non aveva mai svolto le assemblee obbligatorie.
Il blitz
È così scattato il sequestro e l'arresto. Coordinati dai magistrati della Procura, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, insieme al personale della sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari che ha disposto gli arresti domiciliari. Eseguito inoltre un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, di beni mobili e immobili per oltre 500mila euro, nei confronti del gestore del night club.