Notte di violenza alle porte di Roma. Pugni, bastonate e anche il padiglione di un orecchio staccato a morsi. È il drammatico epilogo di un anno da incubo vissuto da una ragazza e dal nuovo compagno perseguitati dall'ex fino a un’aggressione brutale costata alle vittime gravi ferite. Ora per un 37enne italiano si sono aperte le porte del carcere: le accuse sono stalking, violenze, lesioni e minacce di morte nei confronti dell’ex compagna e del suo attuale fidanzato. A eseguire la misura cautelare, disposta dal gip del Tribunale di Tivoli, sono stati gli agenti del Commissariato di Tivoli-Guidonia.
Roma, prende a bastonate l'ex e il nuovo compagno poi gli stacca a morsi un pezzo d'orecchio: arrestato
L’episodio più grave risale a una sera di dicembre, quando al 112 è arrivata la segnalazione di una violenta aggressione. Quando le volanti sono giunte sul posto l’uomo si era già dileguato, mentre le due vittime presentavano ferite evidenti. Da lì sono partite le indagini. Secondo quanto ricostruito, il 37enne avrebbe colpito entrambi con pugni e con un bastone, provocando lesioni serie. La donna ha riportato un trauma cranico; il nuovo compagno, oltre alla frattura delle ossa nasali, ha subito l’amputazione di una parte del padiglione auricolare, staccato a morsi durante l’aggressione.
Picchiata e minacciata con una balestra durante la relazione
In sede di querela la donna ha raccontato anni di violenze taciute. Durante la relazione, durata circa cinque anni, l’uomo, secondo il racconto della vittima, l’avrebbe più volte picchiata per futili motivi, usando anche oggetti come un tubo. In un’occasione le avrebbe puntato contro una balestra armata, in un’altra le avrebbe provocato la frattura dell’ulna. Ferite mai denunciate: ai medici, in passato, la donna aveva parlato di incidenti domestici.
Perseguitati per un anno
Circa un anno fa la decisione di chiudere la relazione, ma da quel momento sarebbero iniziate le condotte persecutorie, rivolte sia a lei sia al nuovo compagno. Un’escalation di violenza culminata nell’ultima aggressione. Gli elementi raccolti dalla Polizia di Stato, sotto il coordinamento della Procura di Tivoli, hanno portato il giudice a disporre la custodia cautelare in carcere. L’ordinanza è stata eseguita con il supporto del “Gruppo Uno” della Procura tiburtina, specializzato nel contrasto alla violenza di genere.