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Lucchettoni a Roma, Onorato: "La lotta anti keybox prosegue"

Lucchettoni a Roma, Onorato: "La lotta anti keybox prosegue"

Immagine di repertorio

La battaglia contro le keybox a Roma entra nel vivo. Dopo mesi di segnalazioni e annunci, il Campidoglio passa all’azione: a partire da lunedì 10 marzo, una squadra speciale della polizia locale dovrebbe iniziare la rimozione dei dispositivi di accesso utilizzati dai gestori di bed & breakfast e affittacamere. Si tratta di oltre 400 lucchetti disseminati su 278 strade e piazze della Capitale, spesso fissati senza autorizzazione a inferriate, tubi e pareti di edifici privati.

La lotta alle keybox a Roma prosegue

Il problema era stato sollevato già a gennaio dall’assessore al Turismo Alessandro Onorato, che aveva sottolineato l’urgenza di ripristinare il decoro urbano, soprattutto nelle aree di pregio storico e culturale della città. Non solo le keybox collocate su suolo pubblico, ma anche quelle agganciate a strutture private saranno oggetto di intervento, con l’obiettivo di restituire dignità al centro storico e alla zona Unesco.

Come riportato da Repubblica, l’assessore Onorato ha dichiarato: “Avevamo annunciato che la lotta anti keybox non sarebbe stata solo un’azione isolata, ma un’operazione a lungo termine per ripristinare legalità, sicurezza e decoro in città. Così dopo aver rimosso oltre 300 lucchetti negli spazi pubblici, siamo pronti per eliminare quelli presenti sugli edifici privati, tutelati dalla Carta per la Qualità e/o da vincoli della Soprintendenza statale, che affacciano su spazi comuni”.

E ancora: “Da Castro Pretorio a Trastevere, da Portuense a Prati: la Sovrintendenza comunale e quella statale non hanno ricevuto alcuna richiesta di autorizzazione, quindi tutte le scatoline sono illegali”.

Conclude l’assessore: “È significativo e allarmante che nessun gestore di queste case vacanza abbia mai avuto l’accortezza di richiedere l’autorizzazione per mettere queste scatolette su un bene tutelato. Un mix di anarchia e prepotenza. Le keybox sono il simbolo di un turismo dozzinale che Roma non merita e non può avere. Noi vogliamo far rispettare le regole per tutelare i residenti e gli imprenditori onesti, per un turismo che sia sostenibile per le romane e i romani”.