Roma dichiara guerra alle key box, previste 200 rimozioni a settimana
Ospite in collegamento: Federico Traldi, Presidente di ALBAAContrastare il degrado urbano e migliorare la sicurezza della città: con questo obiettivo il Campidoglio ha letteralmente dichiarato guerra alle key box, i dispositivi utilizzati da strutture extralberghiere per custodire le chiavi degli appartamenti in attesa dell’arrivo degli ospiti. Dispositivi che sono diventati sempre di più sinonimo di turismo di massa e considerati da molti negativi per l'impatto che hanno sulle città e su chi ci vive.
Il comune ci aveva già provato una volta, ma poi la Procura non aveva convalidato il sequestro perché non ritenuto legittimo, da ieri però hanno preso il via le nuove rimozioni nel rione Monti di Roma. Saranno predisposti nelle operazioni 15 operai e 20 vigili urbani per un mese, dal lunedì al venerdì, con l’incarico di rimuovere tutte le key box collocate sia all’esterno delle abitazioni private che negli spazi pubblici (nella Capitale le cassettine si possono trovare un po’ ovunque: sui lampioni della luce o sulle panchine).
Inoltre, il Comune ha attivato un canale diretto per le segnalazioni da parte dei cittadini, tramite l’indirizzo email taskforce.polizialocale@comune.roma.it.
Ma cosa ne pensano i gestori delle strutture? Lo abbiamo chiesto al Presidente di Albaa, Federico Traldi: tutti i dettagli nel video.