Roma ha reso l’ultimo omaggio a Emma Bonino con le esequie di Stato nella Sala della Protomoteca, in Campidoglio. Il feretro, avvolto dalla bandiera blu con dodici stelle dorate dell’Europa e circondato da corone e cuscini di fiori, è stato al centro di una cerimonia laica molto partecipata. L’esponente radicale era scomparsa venerdì a Roma, all’età di 78 anni.
Presenze istituzionali in Campidoglio
Alle esequie hanno preso parte le più alte cariche dello Stato. Tra i presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso. A testimoniare il legame con il territorio anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. In sala, tra gli altri, Elly Schlein, Carlo Calenda, Matteo Renzi, Giuseppe Conte, Riccardo Magi, Romano Prodi, Massimo D’Alema, Enrico Letta e Pier Ferdinando Casini.
Gli interventi durante la cerimonia laica
Nel corso della commemorazione sono intervenuti due ex presidenti del Consiglio che ebbero Bonino nei loro governi. Romano Prodi ha sottolineato il tratto civile e politico dell’impegno dell’esponente radicale: “la sua battaglia per i deboli e gli indifesi è stata la sua stella polare ed è stato un insegnamento per tutti noi. Emma è stata al mio fianco nel mio secondo governo: a lei aveva affidato la responsabilità delle Politiche europee e del Commercio estero, battaglia che ha affrontato con la stessa forza e con la stessa determinazione con le quali si è sempre impegnata nella difesa dei diritti civili”.
Enrico Letta ha voluto ringraziare Bonino per “esserci stata e per esserci ancora. Grazie Emma per aver combattuto le tue battaglie, le nostre battaglie, grazie per non esserti mai risparmiata nel combatterle. Grazie per non aver esitato un solo istante nello scegliere di difendere l’aggredito Ucraina di fronte alla Russia, l’aggressore. Grazie per non esserti limitata a farlo il primo giorno dell’invasione russa dell’Ucraina, ma anche dopo, quando le prime sensazioni di stanchezza cominciavano e continuano a serpeggiare tra i sostenitori europei dell’Ucraina. Grazie Emma per averci insegnato che non ci si ferma davanti agli ostacoli”.
L’Europa al centro del ricordo
Il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, ha ricordato la visione europeista di Bonino, cardine della sua attività politica. “Emma era convinta che l’Europa politica federale e gli Stati Uniti d’Europa fossero il nostro destino comune da costruire su cui investire con slancio l’obiettivo politico prioritario e forse il più urgente anche per recuperare il ritardo accumulato. Preferire le piccole patrie nazionali alla patria europea finirà per distruggere anche quelle patrie soffocate dal nazionalismo e dai conflitti reciproci”.
L’omaggio dei cittadini
Nelle ultime due giornate, migliaia di cittadini si sono recati alla camera ardente in Campidoglio per un ultimo saluto a Emma Bonino e per lasciare un pensiero sul libro delle condoglianze allestito nella Protomoteca.