Tar del Lazio e sicurezza del verde urbano: nessuna sospensione urgente per gli abbattimenti degli alberi nel centro storico di Roma. Con un decreto cautelare monocratico, il presidente della prima sezione ha respinto l’istanza di stop immediato, autorizzando la prosecuzione dei lavori disposti da Roma Capitale. «Si prosegua a garanzia della pubblica incolumità».
La decisione del tribunale
Il provvedimento arriva in attesa dell’udienza camerale di metà aprile, quando sarà discusso il ricorso presentato dall’associazione C.u.r.a.a. - Cittadini uniti per Roma i suoi alberi e i suoi abitanti insieme ad alcuni residenti del centro storico. Il Tar ha ritenuto che, nella fase attuale, non ricorrano i presupposti per misure provvisorie tali da fermare gli interventi avviati.
Le aree interessate e le motivazioni
I provvedimenti di Roma Capitale riguardano alberature nel centro storico, comprese Via dei Fori Imperiali, Via Di San Pietro Carcere e l’area prossima all’Arco di Costantino. La pianificazione è stata definita dopo il crollo, nell’arco di un mese, di tre pini secolari che hanno provocato lievi ferite a tre turisti, e a seguito delle prove di trazione eseguite dalla task force operativa comunale per valutarne la stabilità.
Nelle motivazioni, il presidente del Tar ha preso atto che «preso atto che i programmati interventi di abbattimento di talune essenze arboree (alcuni già eseguiti alla data odierna) risultano preordinati a scongiurare fenomeni di cedimento delle stesse» e che, «nel quadro della necessaria ponderazione comparativa degli interessi in gioco, risulti prevalente quello proteso a scongiurare pericoli per la pubblica incolumità, rivenienti dal cedimento, anche parziale, delle alberature stradali».
Cosa succede adesso
Il programma comunale prosegue, quindi, nel perimetro autorizzato, interessando specie come pini marittimi, lecci e ippocastani, con l’obiettivo dichiarato di tutelare la pubblica incolumità. La posizione del Tar resta interlocutoria fino alla discussione in camera di consiglio, quando il collegio si pronuncerà sulla richiesta cautelare avanzata dai ricorrenti.