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Roma, il grande cinema di Alberto Sordi nella sua casa-museo: dodici film a ingresso gratuito

Roma, il grande cinema di Alberto Sordi nella sua casa-museo: dodici film a ingresso gratuito

alberto sordi

Dal 15 al 27 giugno il giardino della casa-museo di Alberto Sordi a Caracalla riaccende lo schermo per la rassegna «Il grande cinema di Alberto. Amori, passioni, disillusioni...», promossa dalla Fondazione Museo Alberto Sordi e curata dal regista Luca Verdone. Dodici titoli per ripercorrere l’arte di Sordi nella villa in cui visse dal 1958 al 2003, con ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria.

Proiezioni nel giardino di Caracalla

Il percorso, pensato come un viaggio filologico tra le stagioni creative dell’attore e regista romano, si apre con la rarità del 1956 «Mio figlio Nerone» di Steno, parodia dei kolossal antichi con Sordi accanto a Brigitte Bardot nei panni di Poppea, Gloria Swanson in quelli di Agrippina e Vittorio De Sica nel ruolo di Seneca. In programma anche «Il seduttore» (1954), indagine agrodolce sul mito del latin lover, celebre per l’autoassoluzione: «non sono un traditore seriale, sono solo una vittima della mia straordinaria generosità affettiva».

Tra i titoli spiccano «Le coppie» (1970), con gli episodi «Il frigorifero», «La camera» e «Il leone», e «Souvenir d’Italie» (1957), fotografia dell’Italia del dopoguerra. Tornano la coppia Sordi-Vitti in «Amore mio aiutami» (1969) e, il 20 giugno, il gondoliere vanesio di «Venezia, la luna e tu» (1958). In rassegna anche «Brevi amori a Palma di Majorca» (1959), «Io e Caterina» (1980) con Catherine Spaak, «Una botta di vita» (1988), «Fumo di Londra» (1966) e «Il Diavolo» (1963), premiato con un Golden Globe e l’Orso d’oro a Berlino. Chiusura affidata a «Polvere di stelle» (1973).

Omaggio a Sordi e patrimonio culturale

Nel segno di una comicità capace di toccare corde profonde — «Si può ridere quasi di tutto», diceva Albertone — l’arena estiva restituisce al pubblico la lezione di umanità di Sordi, tra vizi e virtù dell’italiano medio. A completare l’omaggio, il 15 giugno sarà inaugurata una statua a lui dedicata a Villa De Sanctis dal sindaco Roberto Gualtieri. Nel giardino della sua dimora, a Roma, torna quel modo unico di ridere delle debolezze umane, autentico patrimonio della città.