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Roma est, tre esplosioni in un’ora: indagini su ordigni e collegamenti

Roma est, tre esplosioni in un’ora: indagini su ordigni e collegamenti

Testo del paragrafo (8)

Tre deflagrazioni nella notte di domenica hanno scosso il quadrante di Roma Est, riaccendendo i riflettori su una possibile unica regia. La distanza temporale ravvicinata e la vicinanza geografica dei bersagli fanno propendere gli investigatori per un disegno coordinato, mentre carabinieri e polizia valutano informative alla Direzione distrettuale antimafia.

La sequenza delle esplosioni

Il primo campanello d’allarme era suonato tra sabato e domenica in via Casilina 953, davanti al salone di noleggio e vendita auto intestato a Manuel Sammarco, 26 anni, agli arresti domiciliari. L’ordigno rudimentale, dal sapore intimidatorio, ha anticipato la nuova ondata della notte successiva.

Domenica, nell’arco di un’ora, sono stati piazzati altri tre ordigni. Il primo, ancora davanti all’autosalone di Sammarco, è risultato più potente del precedente, con danni anche all’interno del locale. Circa venti minuti dopo, alle 2.20, un’esplosione ha colpito un barber shop in via Salemi 130, provocando gravi danni alla serranda, all’interno dell’esercizio, a un’attività attigua e a tre auto in sosta. Trascorsi altri quaranta minuti, un ulteriore ordigno rudimentale è esploso in via delle Alzavole davanti a un forno, con conseguenze più contenute.

I profili dei luoghi e delle persone

Il barber shop risulta chiuso da almeno un anno e sia il proprietario delle mura sia i gestori, italiani e incensurati, non sono noti alle forze dell’ordine. Il forno è gestito da un cittadino egiziano con precedenti lievi e datati, non legati agli stupefacenti. Diversa la posizione di Sammarco: ai domiciliari dal 2024 dopo il sequestro di tremila dosi di cocaina destinate alla piazza del Quarticciolo; il padre Stefano, attore, fu condannato nel 2015 nel processo “Mediterraneo” per traffico di droga dalla Calabria a Roma.

Le indagini e gli scenari al vaglio

La simultaneità, la comune territorialità e i trascorsi della prima vittima fanno escludere casualità. Gli inquirenti non escludono un regolamento di conti che coinvolga soggetti finora rimasti fuori dalle inchieste su Roma Est, né questioni personali come rientri di denaro. L’ipotesi estorsiva appare al momento non supportata, anche perché il barber shop è inattivo da tempo. Tutte le persone interessate sono state ascoltate senza esiti utili.

Le verifiche, divise tra polizia (via Salemi e via delle Alzavole) e carabinieri (duplice attentato all’autosalone), si concentrano sulle immagini delle telecamere di zona. Resta sullo sfondo l’esplosione di lunedì scorso a Prato Fiorito, davanti a un palazzo dove vive un uomo in passato legato alla ’ndrina Piromalli di Gioia Tauro, la stessa area in cui opera la ’ndrina Molè, con la quale il padre di Sammarco sarebbe stato coinvolto in passato, famiglie storicamente contrapposte nel traffico di droga.

Fonte: https://www.ilmessaggero.it/roma/metropoli/altre_tre_bombe_carta_nella_notte_periferia_guerra_di_mala-9733937.html