Dal 23 al 25 ottobre il Teatro Rossini di Roma ospiterà il VII Congresso nazionale di Meritocrazia Italia, un appuntamento ormai atteso che si preannuncia ricco di contenuti e partecipazione. Già numerose le adesioni da parte di ospiti, relatori, sponsor e volontari. Il titolo scelto per questa edizione, “Governo del Merito”, promette una “sfida differente” e punta a riaccendere il dibattito sul valore della competenza, della responsabilità e della partecipazione attiva nella vita pubblica.
Per molti, il Congresso rappresenta una chiamata all’azione, un invito a ripensare la politica come strumento al servizio dei cittadini, capace di rispondere con verità e competenza ai bisogni di un Paese che vuole tornare a essere protagonista. Per altri, è una promessa di coinvolgimento e confronto. Per Meritocrazia Italia, è l’occasione per contribuire in modo concreto alla costruzione di una società che si riappropri del proprio futuro, sottraendolo a logiche lobbistiche e interessi di parte.
"Finora il nostro Congresso nazionale ha sempre registrato larga partecipazione e ricevuto apprezzamenti sia dai rappresentanti delle Istituzioni sia dai cittadini comuni che hanno voluto partecipare. Quest’anno, però, abbiamo una responsabilità diversa", ha dichiarato il presidente Walter Mauriello. "Il consenso è cresciuto moltissimo e i nostri quasi 14mila associati… fanno sentire forte la responsabilità… quella di lavorare alla costruzione di una società differente, consapevole e libera. Siamo determinati a mantenerla e il prossimo Congresso dovrà dare la prova che il vero potere è ancora nelle mani del popolo."
Centrale sarà il tema del ripristino della partecipazione democratica, spesso ostacolata da una legge elettorale che priva i cittadini della possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Il Congresso vuole rompere il silenzio, riunendo esponenti di tutti i principali partiti attorno a temi tecnici e complessi. Al centro del dibattito anche la necessità di una politica di pace concreta e il futuro delle nuove generazioni, sempre più disorientate da una società virtuale e povera di stimoli reali.