È iniziata oggi, nel cuore di Roma, alla Nuvola dell’Eur, la Conferenza internazionale dedicata alla ricostruzione dell’Ucraina. Un appuntamento atteso, che avrebbe dovuto rappresentare un segnale concreto di ripartenza dopo un’ipotetica tregua. Ma con la guerra che ancora infuria e i bombardamenti che continuano a colpire città e infrastrutture ucraine, il vertice si trasforma in un forte messaggio di unità e solidarietà della comunità internazionale nei confronti di Kiev.
La conferenza all’Eur
A guidare la delegazione ucraina c’è il presidente Volodymyr Zelensky, che ieri a Roma ha incontrato prima Papa Leone XIV, poi con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ribadito il pieno e convinto sostegno dell’Italia. “La sicurezza dell’Ucraina – ha detto – coincide con quella dell’intera Europa.”
È la quarta conferenza di questo tipo – la prima si era tenuta a Lugano – e ha un obiettivo chiaro: raccogliere fondi per ricostruire scuole, ospedali, infrastrutture civili, e stipulare accordi bilaterali con gli Stati partecipanti. Accordi pronti a entrare in vigore appena le condizioni sul campo lo permetteranno.
Ma non basta pensare al futuro. Lo ha ricordato lo stesso Zelensky: il sostegno economico è cruciale, ma oggi, più che mai, serve anche un aiuto immediato sul fronte militare. Kiev ha bisogno di rinforzare la difesa aerea e potenziare la produzione di droni, strumenti ormai vitali in questa guerra che non accenna a fermarsi.
Una giornata intensa, quella di Roma, che mostra come l’Europa e l’Occidente siano ancora una volta compatti nel sostenere un Paese che resiste. Come ha ribadito la premier Giorgia Meloni: “L’Europa vuole immaginare già ora un'Ucraina ricostruita, libera e prospera".