Maker Faire Rome porta a Roma una novità di rilievo per la comunità tecnologica del Lazio. Dal 23 al 25 ottobre, al Gazometro Ostiense, debutterà la Robocup, il primo torneo italiano di calcio tra robot umanoidi sotto l’egida della competizione internazionale nata nel 1997. Ogni gara sarà un banco di prova concreto per sistemi di visione artificiale, locomozione bipede, equilibrio, localizzazione e decision making autonomo.
L’evento a Roma
Il pubblico potrà seguire da vicino le sfide in programma durante Maker Faire Rome, con ricercatori e team impegnati in uno dei principali appuntamenti dedicati alla robotica umanoide. Il campo di gioco sarà un ambiente di sperimentazione reale, in cui hardware e software verranno messi alla prova fuori dal laboratorio.
Come si svolge la Robocup
Le partite vedranno in campo squadre composte da cinque robot che giocano in maniera totalmente autonoma. Le candidature aperte fino al 7 settembre permetteranno a università, laboratori, centri di ricerca e organizzazioni internazionali di confrontarsi su piattaforme di nuova generazione, alcune delle quali non ancora presentate in Europa.
La squadra della Sapienza
Tra i team attesi c’è la Sapienza Università di Roma, reduce da un risultato di prestigio in Cina. Il gruppo SPQR, afferente al Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale e attivo nelle competizioni Robocup dal 1998, ha partecipato ai World humanoid robot games 2026 con oltre 2 mila robot umanoidi in 51 competizioni sportive e scenari simulati. La squadra, guidata dall’ingegnere e ricercatore Vincenzo Suriani e composta da Valerio Spagnoli, Michele Brienza, Eugenio Bugli e John Marcelo, è arrivata fino alla finalissima all’Ice Ribbon Stadium di Pechino, unica non cinese negli ultimi tre giorni.
Nell’atto conclusivo il team SPQR ha ceduto di misura agli Tsinghua Hephaestus della Tsinghua University, già vincitori del torneo 5v5 ai World humanoid robot games 2025 e campioni della Large division di Robocup 2026. La formazione romana torna a casa con una medaglia d’argento che certifica il valore della ricerca sviluppata a Roma.