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Ristori per i monumenti a Roma: Strinati chiede un nuovo quadro giuridico

Ristori per i monumenti a Roma: Strinati chiede un nuovo quadro giuridico

Claudio Strinati, ex soprintendente e direttore del Polo museale romano dal 1991 al 2009, interviene sul tema dei ristori legati ai monumenti e al turismo a Roma, definendo il confronto pubblico «la punta dell’iceberg». Per lo storico dell’arte, il principio di destinare risorse alla città è condivisibile, ma va calato in un assetto più chiaro di Roma Capitale e in una gestione unitaria delle competenze.

Il nodo dei ristori

Interpellato sulla possibilità di riconoscere a Roma una parte degli introiti dei musei statali per compensare l’impatto dei flussi sulla città, Strinati afferma: «Il principio di destinare una porzione delle risorse alla cura della città è giusto, non c’è dubbio che serva un sostegno. Il punto è: chi riceve i fondi è in grado di gestirli in piena responsabilità? Se la risposta è sì, bene... Sono decenni che si discute di questi argomenti...». Un’impostazione, la sua, che lega ogni ristoro a responsabilità chiare nell’uso dei fondi.

Roma Capitale e competenze

Il professore richiama una riforma rimasta incompiuta, con l’obiettivo di ridurre sovrapposizioni tra Stato e Campidoglio: «Quando ero in servizio come funzionario statale ho ripetutamente sostenuto la tesi che si dovesse dare attuazione alla normativa già esistente, ma non perfezionata, per assegnare maggiori poteri a Roma Capitale. Forse l’argomento dei ristori in un quadro legislativo riportato entro quei confini potrebbe trovare spazio. Nel campo delle belle arti è difficile mantenere una rigorosa distinzione tra le competenze dello Stato e del Comune, ma se vi fosse una risistemazione giuridica allora questo conflitto non avrebbe ragione di essere e verrebbe inquadrato in un’unica funzione amministrativa: se queste competenze venissero riunite allora non vi sarebbero attriti».

Equilibri con lo Stato

La questione, sottolinea Strinati, è storica e strutturale per la Capitale, anche per la presenza della Città del Vaticano: «Sì, ma Roma ha questo problema da sempre, vedi la Città del Vaticano... altro che i rifiuti prodotti dai visitatori del Pantheon. È una questione colossale che dentro la città vi siano due Stati e un Comune... è inevitabile che poi vi siano conflitti. Non voglio entrare nel merito delle decisioni, osservo però che certe anomalie derivano da un quadro giuridico che oggi è insoddisfacente. Il tema non è il singolo dettaglio, ma la riorganizzazione giuridica, l’equilibrio tra i diversi poteri e le competenze di ciascuno».

Traffico turistico e vivibilità

Da residente del centro storico, Strinati descrive effetti concreti del turismo a Roma sulla quotidianità, citando luoghi simbolo come il Colosseo, via di Campo Marzio e via dei Fori Imperiali: «Oggi (ieri, ndr) stavo per avere un infarto... Ho fatto una passeggiata da casa, vicino al Colosseo, a via di Campo Marzio e non c’era modo di prendere un bus. Mi sono imbattuto in una marcia antico-romana camminando sotto il sole in via dei Fori Imperiali dove hanno tagliato quasi tutti i pini e non c’è più una zona d’ombra... La folla era tale che non riuscivo neanche a camminare. Sono sopravvissuto a stento al pericolo di prendere spintoni o essere preda di qualche borseggiatore: un inferno. Purtroppo gli effetti di una fruizione quasi esclusivamente turistica ormai si percepiscono anche in casa propria...». Un racconto che restituisce l’impatto della pressione sui servizi e sugli spazi pubblici.

B&B e convivenza in condominio

Il tema tocca anche le dinamiche abitative del centro: «Nella mia palazzina si contano sette-otto b&b gestiti in modo infernale. Mio figlio, che abitava al secondo piano, ha dovuto traslocare per i comportamenti feroci degli ospiti: urla, strepiti, continui danni all’ascensore... e non c’è stato verso di fare nulla». Una testimonianza che evidenzia la necessità di un quadro regolatorio più efficace accanto a eventuali ristori per la città.

Fonte: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/26_aprile_20/ristori-per-i-monumenti-l-ex-soprintendente-strinati-giusto-destinare-risorse-alla-citta-per-la-legge-su-roma-capitale-747bf9c0-6a4f-40a7-b605-b0b609c79xlk.shtml