Riqualifica di un terreno notoriamente abbandonato: dopo dieci anni di oblio, ora a Roma Est si fa sul serio e si attendono risposte. Un gruppo di attivisti vuole riqualificare un campo abbandonato da 10 anni a Roma est. La Borgata Gordiani ha lanciato una raccolta fondi per lavorare alla riqualifica del campo di via Prenestina 521.
Via alla raccolta fondi: riqualificare il campo abbandonato
Siamo alla periferia est di Roma, dove una struttura sportiva in disuso da circa dieci anni: una squadra di calcio popolare vuole ora far rinascere. Ma per farlo servono, stando ai costi stimati dagli attivisti, 40 mila euro. Per questo la Borgata Gordiani ha lanciato una raccolta fondi, su produzionidalbasso.com, con l’obiettivo di ridare vita al campo di via Prenestina 521. L’iniziativa si avvale anche del supporto di Zerocalcare, che ha realizzato la “locandina” della raccolta fondi.
Il progetto di riqualifica, come fare a ottenere i fondi
“Sogniamo una struttura sportiva attraverso cui consolidare il nostro progetto e restituire ai quartieri di Roma est la possibilità di praticare il calcio in un modo differente e lontano da ogni discriminazione, così stiamo chiedendo il tuo aiuto” dicono gli attivisti della Borgata Gordiani, che nel 2018 hanno fondato la squadra di calcio a 11 oggi in Prima categoria. Il campo, come sottolineano i promotori dell’iniziativa, si trova in una zona al confine tra Quarticciolo, Tor Sapienza e Casale Rosso, e a poche centinaia di metri da Centocelle e Villa Gordiani. “Un’area territoriale complicata, attraversata da evidenti problematiche socioeconomiche e da uno stato di abbandono di edifici, aree verdi e spazi pubblici che esaspera il senso di isolamento e deprivazione degli abitanti”. Da qui l’obiettivo di riqualificare, riaprire e restituire ai cittadini il campo di via Prenestina 521, dove vogliono dare vita alla Scuola di calcio popolare della Borgata Gordiani, “dando una casa al progetto di avviamento al calcio inaugurato quest'anno”.
Per tutti gli interventi necessari servirebbero 40 mila euro, di cui 6 mila per la ristrutturazione del campo a undici, 19 mila per sistemare gli spogliatoi e eliminare l’amianto, 5 mila per gli spalti, e ulteriori 5 mila per gli spazi esterni: altri 5 mila servirebbero per organizzare un torneo nazionale nel campo, una volta terminata la ristrutturazione e la messa in sicurezza. “Crediamo fermamente che un altro calcio sia possibile ad ogni latitudine – dichiarano gli attivisti - e ci piacerebbe poter finalmente coronare il sogno di incontrarci con altre realtà che hanno sposato il modello del calcio popolare in contesti sociali e urbani molto diversi dal nostro”.