Roma si prepara a un rientro dalle ferie segnato dal caro-prezzi, con l’attenzione puntata sulle bollette elettriche di settembre. Secondo Mauro Antonelli, capo dell’Ufficio studi dell’Unione nazionale consumatori, il primo impatto per le famiglie sarà legato all’uso intensivo dei condizionatori durante le ondate di caldo.
Bolletta elettrica, la spinta del caldo di luglio
Antonelli sintetizza così la causa dei rincari: «È dovuta all'uso dei condizionatori legato al super caldo. Poi aumenterà il gas». L’analisi è netta sul mese in arrivo: «La prima cosa è una mega stangata nella bolletta elettrica per l’uso dei condizionatori dato dal caldo tremendo di luglio. Quindi a settembre arriverà certamente una stangata, sarà quella la voce più grossa. Un incremento esagerato».
Lo scenario non si limita alla luce. Antonelli avverte anche sul fronte riscaldamento in vista dell’autunno: «No, certo. Se poi arriviamo all’autunno, quando si riaccendono i termosifoni, ci sarà pure la stangata sul gas, quella che noi stiamo cercando di evitare chiedendo al governo di intervenire. Bisogna mettere dei soldi, sennò sono solo chiacchiere».
Gas e carburanti, l’effetto domino sui prezzi
L’andamento del mercato tutelato viene richiamato con un dato puntuale: «Sì perché su luce e gas ci attendiamo aumenti ulteriori. Già a luglio, mese in cui il gas ha un prezzo basso perché i termosifoni sono spenti, il prezzo ultimo del mercato tutelato, registrato da Arera il 4 agosto, era il terzo più alto dall’inizio delle serie storiche: per i vulnerabili — chi versa in condizioni economiche svantaggiate, anziani o disabili, ecc. — i costi del gas sono saliti del 22,3%, della luce del 13,1. Ora un metro cubo sta a 134,4 centesimi: pazzesco».
L’impatto si riflette sul carrello della spesa e sulle filiere produttive: «Certo, i rincari sono legati a caro carburanti e caro energia che incidono sui costi di produzione, le serre per gli agricoltori come le barche per i pescatori. Il governo è intervenuto sui carburanti, però i costi di luce e gas sono stati il colpo di grazia: non c’è azienda che non paghi le bollette. Penso alle cartiere che producono gli imballaggi dei prodotti che compriamo. Così i prezzi decollano».
Speculazioni e possibili leve locali a Roma
Antonelli punta il dito sulle dinamiche finanziarie: «È tutta una speculazione. Il petrolio è decollato all’inzio del conflitto in Iran, ma perché lo ha deciso la finanza, non per una riduzione quantitativa del greggio. E se il gasolio costa di più, il camionista aumenta il prezzo del trasporto. Un effetto domino in una filiera troppo lunga: 5-6 passaggi dal campo alla tavola, tra i quali c’è chi ci marcia, certo. L’unica cosa certa è chi alla fine paga: noi».
Sul territorio capitolino l’ipotesi è di interventi mirati per contenere i rincari, con proposte ad hoc rivolte al Campidoglio: «Come no. Propongo scherzosamente al sindaco di Roma di comprare una pompa di benzina e vendere carburante a prezzi calmierati: in zona tutti gli altri benzinai di zona sarebbero costretti ad abbassare i prezzi. Più pragmaticamente si potrebbero fare dei kit scolastici studiando un accordo con le carto-librerie. Oppure pensare ai prodotti alimentari con i supermercati, selezionando un paniere, mettendo risorse e facendo fa garante. Certo, poi i vigili dovrebbero controllare che i prezzi restino bassi».