Si avvia alla chiusura della fase istruttoria il processo per revenge porn ed estorsioni che vede imputati tre giovani del Lazio: uno di Ceccano, uno di Castro dei Volsci e un terzo residente a Roma. Secondo l’accusa avrebbero ricattato alcune ragazze per ottenere foto e video a sfondo sessuale. In aula sono state richiamate dodici presunte vittime, che avrebbero indicato gli imputati come persone di fiducia, un rapporto che secondo l’ipotesi accusatoria sarebbe stato usato per ottenere il materiale intimo.
Il quadro delle accuse
La ricostruzione investigativa contesta ai tre imputati un’azione coordinata basata su rapporti personali e confidenziali. Le testimonianze raccolte hanno delineato la presunta strategia dei ricatti legata a rapporti di amicizia e stima. Il procedimento rimane aperto e ogni elemento è ora oggetto di valutazione nel contraddittorio tra accusa e difesa.
La deposizione della psichiatra
Nell’ultima udienza ha deposto la psichiatra che ha in cura il giovane di Ceccano, offrendo una descrizione di marcata fragilità psicologica: lunghi periodi trascorsi in casa, attacchi di panico, forte agitazione e insicurezze rilevanti. La professionista ha riferito testualmente: “l mio paziente era fragile e incapace di quelle condotte”. La tesi difensiva sostiene che tale quadro clinico sia inconciliabile con la capacità di porre in essere i comportamenti contestati dalla Procura.
I prossimi passaggi in tribunale
Il Tribunale valuterà la deposizione insieme al resto degli atti. La prossima udienza è fissata per dicembre, quando si concluderà l’istruttoria e le parti passeranno alla discussione finale. Nel collegio difensivo compaiono gli avvocati Pietro Polidori, Enrico Pavia e Tony Ceccarelli, chiamati a contestare l’impianto accusatorio a tutela dei loro assistiti. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.